Compattare la maggioranza in un momento di crisi per il Paese e guardare al futuro. Un futuro che ha come obiettivo il 2023, data di scadenza della legislatura. Alla vigilia dell’entrata in vigore del nuovo dpcm, Giuseppe Conte vede i leader della maggioranza che sostiene il suo esecutivo. A Palazzo Chigi si sono recati il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, il capo politico ad interim del Movimento 5 stelle, Vito Crimi, il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, e il ministro della Sanità, Roberto Speranza, che è anche il coordinatore di Leu. Si tratta del primo faccia a faccia dei quattro col presidente del consiglio.

A spiegare l’oggetto del tavolo è stato l’inquilino di Palazzo Chigi in un nota in cui parla di “ampio confronto in cui è emersa la comune determinazione ad affrontare il momento di difficoltà che sta attraversando il Paese con grande senso di responsabilità, rimanendo uniti e scacciando via qualsiasi possibile motivo di polemica o contrapposizione”. Dal faccia a faccia, continua il premier, “è emersa inoltre la comune volontà di aggiornare i 29 punti dell’accordo di programma, verificando il lavoro già fatto e gli obiettivi che restano da raggiungere”. Nella nota diffusa da Conte si anticipano quali saranno i prossimi passi per la maggioranza: “E’ stato definito un piano di lavoro per i prossimi giorni, da realizzare entro la fine del mese, con due tavoli. Il primo lavorerà per aggiornare l’accordo di governo e per definire quei progetti di riforma istituzionale che peraltro sono già in buona parte sul tavolo della maggioranza. Il secondo tavolo lavorerà per definire alcuni obiettivi e strategie di politica economica e sociale da perseguire in via prioritaria. È emersa, infine, la comune determinazione a lavorare tutti insieme avendo come orizzonte dell’azione di governo la fine della legislatura nel 2023″.

Positivo anche il feedback degli altri leader. “È stata una buona e utile occasione per assumerci un impegno per lavorare più uniti e sgomberare il campo da equivoci o polemiche e concentrarci contro l’emergenza che e il Covid – spiega al termine dell’incontro Zingaretti – È utile trovare le sedi politiche affinché i nodi vengano affrontati e risolti. Da parte di tutti c’è stata la volontà politica di farlo”. Il segretario del Pd insiste perché si “lavori a un patto di legislatura” e Crimi è d’accordo. “Abbiamo iniziato a darci degli step per fare un tagliando, una manutenzione dei 29 punti del programma, togliendo ogni dubbio sul fatto che questo governo concluderà il suo lavoro alla fine della legislatura“, dice sicuro il capo ad interim dei 5 stelle. Persino Renzi è soddisfatto: “Oggi si è fatto un passo in avanti, stabilendo le tappe di un lavoro politico e programmatico che ci porterà entro la fine del mese a capire se ci sono i presupposti di un patto di legislatura. Ora mettiamoci al lavoro: se sono rose fioriranno“, sono le parole del leader di Italia viva.

A chiedere il vertice era stato lo stesso Conte, come confermato dal premier ieri sera. “Ho chiesto un incontro per valutare quali siano la priorità. La gestione della pandemia ci assorbe ma dobbiamo pensare al futuro, al Recovery Plan, anche ad altre iniziative di rilievo costituzionale che possiamo assumere”, aveva spiegato l’inquilino di Palazzo Chigi. Che se ieri aveva parlato di “iniziative di rilievo costituzionale”, oggi cita “progetti di riforma istituzionale“: e dunque riforme a lunga scadenza.

Il “patto di legislatura”, viene spiegato, verrà siglato almeno tra un paio di settimane, quando – così spera il Governo – la curva dei contagi sarà scesa e si potrà mettere nero su bianco un programma condiviso più ad ampio respiro. La priorità, adesso, è respingere il virus, tanto che il segretario Pd chiede ai colleghi di non andare troppo oltre con la riunione: “Stiamo chiedendo agli italiani di stare a casa, è bene dare il buon esempio”. Di Recovery, priorità ed eventuali aggiustamenti alla squadra di Governo si parlerà tra un pò. Dopo gli Stati generali del M5S, nella speranza che questi ricompongano la polveriera in atto. Conte, fino a ieri, ha provato ad allontanare ogni ipotesi di rimpasto: “Nessuno è interessato, nessuno me lo ha chiesto”, ha tagliato corto.

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