Anziani lasciati senza condizionatori con una temperatura di oltre 32 gradi e adolescenti sottopeso perché venivano nutriti troppo poco. Questo emergeva dalle intercettazioni delle riunioni per scegliere le “strategie con cui coprire le false rendicontazioni” della Sereni Orizzonti, attiva nella gestione di residenze per anziani e di comunità terapeutiche per minori. Massimo Blasoni, fondatore e titolare del 62,63% del capitale, è finito nel 2019 al centro di un’inchiesta della Guardia di Finanza di Udine per truffa aggravata ai danni delle aziende sanitarie di sei regioni. Il 4 novembre, come riporta il Messaggero Veneto, ha chiesto il patteggiamento davanti al gip del Tribunale di Udine Massimo Carlisi. Per l’imprenditore e gli ex vertici del gruppo friulano l’ipotesi di reato è stata rivalutata, passando a frode nell’esecuzione dei contratti di fornitura.

Secondo l’accusa iniziale, grazie alla riduzione del costo del personale e delle prestazioni tramite meccanismi fraudolenti la società Sereni Orizzonti aveva percepito illecitamente contributi pubblici per oltre 10 milioni di euro. La cifra è stata poi ridimensionata dalla procura a 3,4 milioni. La società ha stanziato la cifra, che dovrà essere essere restituita alle Aziende sanitarie territorialmente competenti, per circa trenta tra case di riposo e comunità per minori, parti offese nel procedimento. L’udienza è slittata al 28 aprile, termine entro il quale dovrà essere effettuato il pagamento.

Per Blasoni, assistito dagli avvocati Luca Ponti e Fausto Discepolo, la pena concordata è di 11 mesi e 460 euro di multa, ma l’imprenditore non potrà beneficiare della pena sospesa, di cui si è già avvalso in precedenza. L’ex consigliere regionale di Forza Italia ha infatti già patteggiato tre condanne, di cui una nel 1999 per bancarotta fraudolenta, evasione fiscale e corruzione aggravata. Per gli altri suoi collaboratori, invece, il patteggiamento è condizionato alla sospensione della pena.

Aggiornamento – 31 maggio 2021
Per completezza si segnala che il procedimento penale nei confronti di Massimo Blasoni è stato definito con una sentenza di applicazione pena su richiesta delle parti, pronunciata dal gip del Tribunale di Udine. Blasoni ha patteggiato una pena di 11 mesi di reclusione, previa riqualificazione del reato originariamente contestato, in quello meno grave di frode nell’esecuzione di pubbliche forniture, con la conseguente rideterminazione anche dell’entità dei danni, quantificati in 3 milioni e 400 mila euro, cifra risarcita dall’imputato.

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