“Decisione dell’arbitro: cartellino rosso. Motivo del test: condotta antisportiva? Decisione finale: cartellino giallo”. Tesi, antitesi, sintesi. Non sono appunti di filosofia, ma un tweet che spiega le decisioni prese sui campi della Bundesliga tedesca. Succede che, nella patria di Hegel e Kant, i fischietti hanno aperto un proprio account twitter @dfbschiris – per spiegare le decisioni prese, in campo o al Var. Da agosto il canale ha sciorinato un lungo riepilogo di evidenze. Una catena di prove empiriche, talvolta interrotte da spiegazioni sul rapporto tra l’uomo e la tecnica che lo assiste nel prendere decisioni complesse, in grado di modificare il corso degli eventi.

Per Darmstadt-St.Pauli, l’account ha cinguettato: “Stanilewicz colpisce Daschner al piede e lo abbatte (indipendentemente dall’intenzione) in area di rigore. La VAR interviene perché l’arbitro non ha notato il contatto tra i piedi (il cosiddetto grave episodio non visto) mentre le immagini lo mostrano”. Razionalismo e volontà di comprensione. Ma come si è arrivati all’apertura di un profilo twitter da parte degli Schiedsrichter, gli arbitri tedeschi? Il settimanale Kicker ha spiegato che nelle intenzioni dei fischietti di Germania l’iniziativa dovrebbe offrire “una comprensione più rapida e migliore delle decisioni”.

Per cominciare, in Germania non esiste un’Aia, l’Associazione arbitri. Gli Schiedsrichter sono organicamente inquadranti dentro la Dfb, la Federazione calcistica federale. Così anche il profilo social in questione è collegato a quello del corrispettivo della nostra Figc. “Gli arbitri non sono una categoria a parte in Germania – precisa Roberto Brambilla, uno dei massimi esperti di Fußball – anche per ragioni assicurative iniziano la loro carriera tesserandosi per un club”. Ognuno degli oltre 75mila Schiedsrichter ha iniziato entrando a far parte di una squadra locale, prerequisito fondamentale per iscriversi al corso. Vengono poi formati dalla Federazione, di cui costituiscono un dipartimento. Anche se a gennaio la lega e il commissario degli arbitri Lutz-Michael Fröhlich hanno proposto di creare un corpo separato per gli Schiedsrichter. Non è dunque da escludere che la creazione di un canale social possa fare da ipotetico apripista a una nuova entità federale autonoma. In un paese che del federalismo ha fatto una bandiera e un tema delle più ricorrenti polemiche, anche arbitrali.

Una netta differenza con l’Italia emerge anche nell’approccio alla “questione arbitrale” che in Germania è decisamente meno vissuta. “Ci sono polemiche, per carità – ammette Brambilla – ma è culturalmente impensabile un Processo del Lunedì od ore di dissertazioni sulla moviola. Sky Deutschland ama il trash ma si guarda bene dal farlo senza giacca”. Storicamente poi in Germania mancano i gol di Muntari o di Turone in grado di accendere polemiche inestinguibili. Difficilmente l’arbitro è concepito come dirimente per l’esito di una stagione e la stampa dedica uno spazio minimo alle designazioni. Anima molto di più il dibattito l’orario delle partite: ai tedeschi lo spezzatino e il match del lunedì sera rimangono proprio indigesti. Il mondo del calcio tedesco, anche quello istituzionale, pone invece grande attenzione alla comunicazione social. Ai fischietti è parso utile lanciare “un’operazione chiarezza”, togliendola a tv e giornali. Il format è molto teutonico nel suo ordine razionale che lascia poco all’originalità, ma è un format che non esiste negli altri campionati. Nel nostro paese l’opinione arbitrale rimane un tabù, coi fischietti che da regolamento non possono rilasciare interviste, nemmeno lontano dal campo. In Germania l’atteggiamento verso l’arbitro sta diventando un tema, con polemiche in campo che i vertici della DFB vogliono disinnescare sul nascere. Ultimamente se ne parla di più ed è probabilmente questa la motivazione alla base dell’“Operazione @dfbschiris” degli Schiedsrichter.

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