Fatta la legge trovato l’inganno, si dice alla maniera italiana. Qui però l’inganno in realtà non c’è, c’è solo l’inventiva e un pizzico di coraggio di alcuni imprenditori che provano a fare (onestamente) il loro lavoro in un momento davvero difficile. Per i ristoratori chiudere alle 18 significa non servire la cena, momento che per alcuni rappresenta il maggior incasso. Tempo poche ore dall’uscita dell’ultimo Dpcm firmato da Conte e sul web sono circolate le prime idee. Una su tutte, servire la cena a chi si ferma anche a dormire. Già, perché il provvedimento vieta “il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico”, ma consente ancora “senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati”.

Tra i primi a proporre il pacchetto “cena più pernotto” l’Hotel Forum Roma, uscito con un post su Facebook già lunedì, a 24 ore dalla firma del Dpcm. “Noi non chiudiamo, (duri a morire!)”, si legge sulla pagina dell’albergo. “Offerta speciale: Cena sul Roof Garden Restaurant con menù Degustazione di 3 portate a scelta al costo di €90.00 per persona (bevande escluse) e CAMERA INCLUSA Offerta valida dal 2 al 24 Novembre 2020”. Niente inghippi, niente di illegale. Certo, un prezzo decisamente stracciato per una cena e una notte con vista sui Fori romani, ma tant’è.

L’idea però non è rimasta isolata. Anche nel rispettoso Friuli c’è più di qualcuno ad averla pensata allo stesso modo: il primo è stato l’albergo ristorante Costantini di Collalto di Tarcento, nelle colline a nord di Udine: i venerdì, sabato e domenica fino al 24 novembre chi cenerà al ristorante potrà alloggiare in una delle stanze dell’hotel a soli 10 euro. Sempre a Tarcento, in questo caso nella frazione di Segnacco, l’agriturismo Il Falconiere offre addirittura le camere gratis. Al Là di Moret di via Tricesimo a Udine, dove normalmente trovano posto le squadre della serie A di calcio che si scontrano con l’Udinese, hanno previsto il pacchetto “fuga dal Covid”, che per 70 euro prevede cena con menù degustazione e pernottamento.

Anche il ristorante diffuso D.One di Montepagano, frazione di Roseto degli Abruzzi, si affida a una formula con pernottamento gratuito per chiunque scelga di cenare nel ristorante diffuso fino al 24 novembre.

Ad ascoltare i ristoratori non si tratta di gabole per aggirare il sistema, ma di vere e proprie “ultime spiagge” per non fallire. In attesa dei contributi a fondo perduto del governo, che non è detto bastino. Molti dipendenti aspettano ancora la cassa integrazione e i titolari contavano sulla ripartenza per riprendersi dalla chiusura primaverile. In ogni caso gli stratagemmi che permettono ad alcuni di tenere aperto anche per cena non valgono per chi non ha camere d’albergo da affiancare al ristorante.

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