“È una mia sensazione, eh, ma secondo me sta succedendo questo…”. E via col retroscena che puntualmente riuscivi a verificare parola per parola. Giovanni Bartoloni stava bene, eppure il Covid se l’è portato via domenica, dopo soli 10 giorni, a 51 anni, senza l’accenno di patologie pregresse, con un bimbo, una moglie e una madre disorientati che ora lo piangono. Bartoloni è stato forse uno degli ultimi esempi di comunicazione istituzionale vecchia maniera. Un maestro nel suo campo, uno che quando lo chiamavi per un chiarimento, un controllo, un “consiglio”, non ti lasciava mai a bocca asciutta e una notizia te la dava sempre. Certo, lui faceva il suo lavoro, e tu il tuo. E per questo il giorno dopo l’uscita di un pezzo, spesso finiva a rimproverarti. Ma sempre con quel “garbo” che tanti colleghi in queste ore stanno raccontando sui social e sulle colonne dei rispettivi giornali. Educazione e rispetto che lo portavano sempre a rispondere a tutti, a qualunque ora, e a non far mancare mai il supporto a un articolo, anche se sapeva che questo sarebbe stato “scomodo” per il politico che in quel momento gli aveva chiesto una mano per “comunicare”. Una dote rara in un’era in cui gli addetti stampa si fanno desiderare più dei politici stessi. “Alla fine hai trovato soddisfazione per i tuoi dubbi?”, uno dei suoi ultimi messaggi che mi sono ritrovato su whatsapp. “Sì Giovanni, grazie”. E giù l’emoticon di un cocktail da spiaggia.

Nato a Soriano del Cimino, con quel bell’accento viterbese che non nascondeva dietro la classe e l’eloquio elegante da giornalista di livello, Bartoloni ha visto nascere e crescere almeno due generazioni di cronisti romani. Quelli che oggi hanno 40-45 anni e seguivano la Provincia di Roma con Gasbarra presidente, tra il 2003 e il 2008 – e magari ora sono caporedattori o firme della cronaca nazionale – e i trentenni, di cui era punto riferimento da qualche anno, quando è tornato nel ruolo di capoufficio stampa del Consiglio regionale dopo gli incarichi di livello in Alitalia e Equitalia, che tanta soddisfazione personale gli avevano regalato.

La notizia della sua positività al Covid era arrivata a metà mese. La Regione Lazio chiusa dalla Asl, il capo di gabinetto di Zingaretti e una consigliera del Pd positivi. “Bartoloni sta allo Spallanzani, intubato, non lo sapevi?”, raccontava pochi giorni dopo un collega a chi, meravigliato per le sue mancate risposte, lo cercava per il solito giro di verifiche. “Ma è una persona sana, ce la farà”, i commenti nelle tante chat fra colleghi. Ma il Covid in tanti casi non perdona. Domenica pomeriggio la terribile notizia che ha lasciato tutti senza parole. “Ora venitemi a dire che il Covid non esiste” la frase che in queste ore accompagna il ricordo dei cronisti romani che lo hanno conosciuto e gli erano amici.

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