Tra qualche mese il contratto per il servizio di ristorazione aziendale della Rai giungerà al termine. Per questo motivo, MenoPerPiù ha deciso di offrire il suo supporto gratuito affinché il nuovo capitolato preveda un menù più sano e sostenibile, in linea con i nuovi criteri ambientali minimi per il servizio di ristorazione collettiva entrati in vigore lo scorso 4 agosto.

I nuovi Cam differiscono dai precedenti soprattutto per l’attenzione a promuovere una dieta a minor consumo di proteine animali, con un occhio di riguardo verso la dieta mediterranea. In particolare, le mense dovranno servire almeno un piatto vegetariano al giorno e, una volta ogni 2 settimane, preparare un pasto esclusivamente vegetariano. Queste nuove linee guida rispondono alla necessità di rivedere la nostra alimentazione quotidiana a favore di piatti più salutari e a basso impatto ambientale.

MenoPerPiù è un progetto di food policy di Essere Animali e comprende materiali informativi, conferenze e formazione sulla corretta educazione ambientale e alimentare.

Le abitudini degli italiani

Si sa, la pausa pranzo è un momento irrinunciabile per gli italiani: a differenza di quanto accade in altri Paesi occidentali, dedichiamo a questo pasto almeno 40 minuti, prediligendo cibo sano, leggero e gustoso. E se per l’85% degli italiani l’opzione preferita è il pranzo portato da casa, quando disponibile, la ristorazione aziendale è molto apprezzata. Stando a una ricerca condotta per l’Osservatorio Buona Pausa Pranzo di Cirfood, il 67% di chi mangia nella mensa dell’ufficio dichiara di esserne soddisfatto.

Poter mangiare in mensa è un’opzione conveniente sotto molti punti di vista, inclusa la possibilità di consumare un pasto bilanciato e ben calibrato da esperti della nutrizione. Con l’introduzione dei nuovi Cam, la ristorazione collettiva dovrà intraprendere un percorso di riduzione della carne e di inserimento di proteine vegetali, ancora oggi troppo poco valorizzate.

Un’alimentazione più attenta all’ambiente

L’ultimo report Ipcc sostiene che le diete bilanciate a base di alimenti come cereali integrali, legumi, frutta e verdura siano le più adeguate per frenare la crisi climatica. Ridurre il consumo di carne diminuirebbe in modo significativo l’impatto ambientale della filiera agroalimentare, in quanto l’impronta carbonica dei prodotti animali è dalle 10 alle 100 volte superiore rispetto a quella dei vegetali.

Inoltre, la produzione di prodotti animali richiede l’impiego di una quantità massiccia di risorse che potrebbero essere usate in maniera più vantaggiosa. Basti pensare che gli animali da reddito sfruttano oltre l’80% delle terre agricole del pianeta, mentre producono solo il 18% del fabbisogno calorico globale e il 37% delle proteine. Questi terreni potrebbero essere impiegati per scopi più nobili, come il ripristino degli ecosistemi e delle foreste, o la produzione di cibo per il consumo umano.

Un’alimentazione più attenta alla salute

Oltre ad essere indubbiamente più ecologiche e sostenibili, le diete a base di alimenti vegetali sono anche più salutari: sono correlate a una maggiore aspettativa di vita e a una minore incidenza di mortalità, diabete di tipo 2, obesità e malattie cardiovascolari. Inoltre, secondo la Iarc, la carne conservata e gli insaccati sono certamente cancerogeni, mentre la carne rossa è probabilmente cancerogena.

In Italia le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte: più di 230mila persone all’anno muoiono tra ischemie, infarti, malattie del cuore e cerebrovascolari. La dieta mediterranea, inserita dall’Unesco nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell’umanità, è sparita dalle tavole della maggior parte degli italiani. Secondo l’International Foundation of Mediterranean Diet, il modello alimentare nazionale relega i legumi e i vegetali a un ruolo marginale, mentre dovrebbero essere consumati ogni giorno.

Nella fattispecie, gli italiani consumano 1,5 kg di carne alla settimana, il triplo della quantità massima consentita dalla Linee Guida per una Sana Alimentazione, e solo 50 g di legumi alla settimana, ovvero 4 kg all’anno.

Il supporto del progetto

Da anni MenoPerPiù sostiene le aziende che vogliono cambiare i menù delle proprie mense, riducendo il consumo di prodotti animali. È ormai chiaro che gli italiani vogliono mangiare in modo più green e salutare e sempre più persone cercano una proposta che sia nutriente e appagante al tempo stesso.

Promuovere uno stile alimentare più sostenibile è già la scelta di tanti grandi nomi che stanno cogliendo le opportunità che questo cambiamento offre alle aziende. La Rai, in virtù della sua posizione, ha l’occasione di porsi come modello per migliaia di altre realtà in Italia.

Le aziende di ristorazione collettiva hanno una responsabilità enorme perché si occupano di milioni di pasti al giorno: è il momento di decidere se far parte del problema o della soluzione.

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Il peso della carne in Italia, lo studio: “Gli allevamenti intensivi consumano una volta e mezza le risorse naturali dei terreni”

next
Articolo Successivo

Discariche abusive, traffico di rifiuti e roghi: operazione dei carabinieri in quattro regioni del Nord

next