Subito dopo l’attesa conferenza stampa di Conte sul nuovo dpcm, il presidente dell’Anci Antonio Decaro (nonché sindaco di Bari) era stato il primo ad attaccare il governo per aver inserito all’ultimo una norma che assegna agli amministratori locali il compito di chiudere vie e piazze a rischio assembramenti. Archiviata la polemica con una telefonata chiarificatrice con lo stesso premier e la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, è proprio Decaro il primo sindaco d’Italia ad utilizzare i nuovi poteri previsti dal provvedimento anti-Covid. In accordo con l’Asl e il Comitato provinciale per l’ordine pubblico, ha già firmato un’ordinanza di chiusura di alcune zone di Bari. Sono state individuate tre aree in altrettanti quartieri della città, nel centro storico (piazza Mercantile, piazza Ferrarese, via Manfredi, il primo tratto di via Venezia fino al Fortino), nel quartiere Poggiofranco (via Pappacena, via Caccuri e la piazzetta tra le due strade) e nella zona della movida nel rione Madonnella, il cosiddetto Umbertino (via Cognetti, via Brescia, un pezzo di via de Niccolò, via Bozzi, largo Giordano Bruno, largo Giannella, piazza Diaz, molo San Nicola).

L’ordinanza è stata emanata al termine di una lunga giornata di polemiche. Decaro inizialmente aveva accusato l’esecutivo di “aver tenuto all’oscuro” l’Anci “di una norma che impattava direttamente sulla responsabilità dei sindaci. È stato uno sgarbo istituzionale, sembrava un modo per scaricare sui sindaci la responsabilità”. Accuse lanciate anche dal primo cittadino di Bergamo Giorgio Gori, da quello di Firenze Dario Nardella e da Luigi De Magistris a Napoli. In serata è stato il premier Conte a chiarire: “Ci siamo sentiti con Decaro e Lamorgese e abbiamo già concordato un protocollo che consentirà ai sindaci, sentite le Asl, di adottare una proposta per le piazze e le vie che più si prestano ad assembramenti. Poi nell’ambito di una riunione tecnica del Comitato ordine e sicurezza pubblica si cercherà una soluzione per controlli e attuazione da parte di tutte le autorità competenti. Si tratta di misure sperimentali: dobbiamo costruire anche qualcosa di nuovo”.

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