Lisa Montgomery è stata condannata per aver strangolato nel 2004 in Missouri Bobbie Jo Stinnett, una donna incinta di 23 anni. Dopo averle tagliato il ventre, ha rapito la bambina di otto mesi non ancora nata e che oggi ha 16 anni. Reati che lei stessa ha confessato. Secondo i suoi avvocati è affetta da gravi patologie mentali – derivanti dagli abusi subiti da bambina – ed è sotto trattamento farmacologico, ma il dipartimento di Giustizia ha fissato la sua esecuzione per il prossimo 8 dicembre. Sarà uccisa con un’iniezione letale presso il Federal Correctional Complex di Terre Haute, Indiana.

Montgomery sarà la nona detenuta federale a essere messa a morte da quando il Dipartimento di Giustizia ha ripreso le esecuzioni a luglio dopo una pausa di quasi 20 anni. E la sua sarà la prima esecuzione di una detenuta federale in oltre 60 anni, dopo quella di Bonny Heady, uccisa in una camera a gas nel 1953. A nulla finora sono valsi gli appelli e le richieste dei legali di Montgomery, 52 anni, che hanno definito la decisione del ministro “una grave ingiustizia”: la donna infatti ha sempre sofferto di gravi disturbi mentali, avendo vissuto un’infanzia e un’adolescenza piena di violenze e di abusi, più volte stuprata dal compagno della madre e poi abusata anche dai due mariti. Una condizione di disagio psichico aggravata inoltre dalla dipendenza dall’alcol.

Da luglio ad oggi ci sono state già sei esecuzioni federali. Ed oltre quella di Montgomery il dipartimento di Giustizia ha annunciato anche quella di Brandon Bernard accusato di aver ucciso quando era 19enne due giovani pastori in Texas. La sua esecuzione è fissata per il 10 dicembre. I gruppi contro la pena di morte affermano che il presidente Donald Trump sta spingendo per le esecuzioni durante la campagna elettorale per consolidare la sua linea ‘law and order’. Eppure il tema della pena di morte resta un tabù bipartisan, completamente assente dalla campagna elettorale di un Paese che si considera la prima democrazia al mondo. Prima della ripresa delle esecuzioni quest’estate, le autorità federali avevano giustiziato solo tre detenuti nei 56 anni precedenti.

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