Per la prima volta dall’inizio della pandemia di coronavirus l’Italia registra più di 10mila nuovi casi in ventiquattr’ore. Sono 10.010 i contagi accertati sulla base di 150mila tamponi fatti: peggiora quindi il rapporto tamponi-positivi che lievita fino al 6,7%. Giovedì era il 5,4 e mercoledì il 4,8. Rispetto a giovedì sono 434 in più le persone ricoverate in ospedale e aumentano anche i malati che necessitano di assistenza in terapia intensiva: 50 in più di ieri, 638 in totale. Cinquantacinque i contagiati deceduti. Da lunedì a oggi sono 36.666 i nuovi positivi, il doppio dei 18.442 accertati negli stessi cinque giorni della scorsa settimana.

La Lombardia è la regione con il maggior incremento: 2.419 casi rintracciati in un giorno, 1.319 dei quali in provincia di Milano (604 in città). Aumento di contagiati anche in Campania con 1.261 in più rispetto a giovedì. Altre 8 regioni segnano più di 500 casi con curve in forte ascesa in Toscana (755), Lazio (795), Liguria (585) e Sicilia (578). Solo tre regioni hanno meno di cento nuovi positivi: Basilicata (57), Valle d’Aosta (27) e Molise (21).

Dall’inizio della pandemia sono 391.611 i contagi accertati. Di questi 247.872 sono dimessi o guariti e in 36.427 sono morti. Gli attualmente positivi diventano così 107.312, di cui 100.496 in isolamento domiciliare. I 434 ricoveri in più delle ultime ore portano il totale dei posti letto occupati nei reparti Covid a 6.178. Altri 638 contagiati si trovano in terapia intensiva. La regione con il maggior numero di persone ricoverate è il Lazio, che da oggi ne ha più di mille (1.004) nei reparti e 98 in rianimazione. La Lombardia ne conta rispettivamente 834 e 71, la Campania 786 e 67. Solo tre aree del Paese – Molise, Basilicata e Trento – hanno zero pazienti in terapia intensiva, mentre tutte le altre regioni hanno posti letto occupati da contagiati in rianimazione. Nell’ultima settimana si è registrata un’impennata di ricoveri: venerdì scorso erano 4.086 e altri 387 erano assistiti in terapia intensiva, gli incrementi sono rispettivamente di 2.092 e 251 letti in più occupati.

Dobbiamo evitare il lockdown, non dico che è meno pericolosa l’ondata, ma che abbiamo lavorato. Dobbiamo affrontare questa ondata con strategia diversa e nuova, che non prevede più il lockdown” ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervistato al Festival di Limes, a Genova. “Di fronte a una seconda ondata che sta coinvolgendo tanti altri Paesi siamo tutti preoccupati, perché questa seconda ondata sta stressando i sistemi sanitari e anche le economie e i tessuti sociali. Siamo anche stanchi. I nostri cittadini sono stanchi, vengono già da una prova durissima”. Grazie al “grande lavoro di Speranza con i ministri di Francia, Germania e Olanda e alla Commissione europea, l’Europa è in condizione di potersi garantire varie centinaia milioni di vaccini” ha ricordato il presidente del Consiglio parlando di “2-300 milioni di vaccini con l’opzione di raddoppiarli, saremo in grado di inondare i nostri sistemi di vaccini anche per metterli a disposizione dei Paesi più fragili”.

Il contagio regione per regione

Lombardia 2.419 (ieri 2.067 – mercoledì 1.844)
Piemonte 821 (1.033 – 499)
Emilia-Romagna 544 (453 – 339)
Veneto 704 (600 – 657)
Lazio 795 (594 – 543)
Campania 1.261 (1.127 – 818)
Toscana 755 (581 – 575)
Liguria 585 (432 – 362)
Puglia 313 (257 – 315)
Sicilia 578 (399 – 366)
Marche 115 (140 – 166)
Trento 111 (62 – 29)
Friuli Venezia Giulia 165 (136 – 182)
Abruzzo 178 (203 – 126)
Sardegna 133 (186 – 122)
Bolzano 128 (98 – 124)
Umbria 198 (263 – 141)
Calabria 102 (39 – 60)
Valle d’Aosta 27 (67 – 37)
Basilicata 57 (37 – 9)
Molise 21 (30 – 18)

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