“In questi ultimi quattro giorni c’è stata un’impennata molto veloce, ma il sistema era pronto e sta reagendo“. Così l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, commenta, in un’intervista al Corriere della Sera, la gestione della nuova ondata di contagi di coronavirus che sta colpendo la Lombardia e, in particolare, Milano. Ieri, mercoledì 13 ottobre, i casi registrati in regione erano 1.844 in un solo giorno, con 29.048 tamponi effettuati. Boom di positivi, in particolare, nella provincia di Milano: 1.032 casi, di cui 504 solo nel capoluogo. “La situazione è cambiata molto repentinamente a partire dal 10 ottobre, ma va anche detto che questa crescita dei contagi non è diversa da quella di Lazio, Sicilia, Campania, Liguria e anche del Veneto“, ha detto Gallera. Il sistema sanitario lombardo “è preparato e strutturato. Certo, ci sono fasi che richiedono i loro tempi e, ripeto, l’accelerazione dei contagi è stata velocissima, tra l’altro a fronte di almeno 20 mila tamponi al giorno. Il 10 per cento in media risulta positivo e i ricoveri sono tra 100 e 150 al giorno“, continua l’assessore.

“Il piano ospedaliero è pronto da giugno: ci sono i 18 ospedali-hub dove abbiamo aggiunto 1.550 posti letto, di cui 150 in terapia intensiva e 400 in sub-intensiva, abbiamo chiesto ad altri 9 ospedali con la pneumologia di creare 300 posti letto Covid e abbiamo predisposto il trasferimento nelle altre strutture dei pazienti entrati per altre patologie e risultati positivi asintomatici”. Il piano regionale “prevede che se si arriva a 150 letti occupati nelle terapie intensive, si apre l’ospedale in Fiera” a Milano. Il problema della mancanza di medici e infermieri per farlo funzionare “è ancora aperto, ma se sarà necessario li troveremo”. Gallera ha sottolineato poi che “l’attenzione è alta, ma il sistema è rodato e sta rispondendo. Ma servono anche misure per rallentare il contagio”.

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