“Caso Shalabayeva? Le sentenze si rispettano, il che non significa che siamo d’accordo con le sentenze. Nel caso di specie abbiamo un’altra valutazione”, così il capo della Polizia, Franco Gabrielli, alla festa del Cinema di Roma, intervistato da Myrta Merlino sulla condanna inflitta in primo grado a Renato Cortese e Maurizio Improta. “Siamo in uno stato di diritto, ci sarà un appello e ci auguriamo che la verità processuale corrisponda la nostra verità. Paura che paghino i poliziotti? Sì, non lo nego. Alla fine si rischia di far passare il messaggio che volano sempre gli stracci”, ha continuato Gabrielli, che ha poi ribadito la necessità di rispettare la sentenza, anche se “questo mi costa umanamente moltissimo perché conosco i colleghi”. E ha concluso: “Quando assolvi a una funzione il tuo intimo non necessariamente deve prevalere. Come Franco Gabrielli, non come capo della polizia, sono convinto che ci sarà un esito diverso. Anche perché vorrei ricordare che le verità processuali non necessariamente sono le verità fattuali”.

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