Isolamento per il gruppo della nazionale di canottaggio italiana. Al ritorno dagli Europei di Poznan, in Polonia, sono 89 le persone tra atleti, staff, dirigenti e media al seguito messi in quarantena dopo la positività riscontrata in due atleti dopo aver effettuato i test obbligatori al ritorno da alcuni Paesi considerati più a rischio. Così, ognuno nella sua città di residenza, i membri della spedizione azzurra si sono sottoposti al tampone. Tutto è partito dai due atleti, di cui non si conoscono le generalità, che hanno manifestato sintomi compatibili con quelli del Covid e sono poi risultati positivi.

Proprio per evitare di esporre atleti e membri della delegazione a rischi eccessivi, prima della partenza gli allenamenti si erano svolti a Sabaudia, con i componenti del team che dovevano rimanere in un’area circoscritta, in quello che era un vero e proprio ritiro. Per gli Europei di Poznan sono partiti 39 atleti senior, 14 della categoria pesi leggeri, 9 del pararowing, 21 componenti dello staff tecnico, 4 rappresentanti dei media, due dirigenti, tra i quali il presidente Giuseppe Abbagnale, per un totale di 89 persone.

Una volta in Polonia, le misure di sicurezza non sono state allentate: campionati a porte chiuse, badge per permettere l’ingresso solo alla ristretta cerchia degli accreditati, atleti e tecnici dotati di mascherine Ffp2 nel tempo libero, anche se le navette dell’organizzazione, scrive Repubblica, risultavano spesso piene di partecipanti di tutte le Nazioni, talvolta senza mascherina.

Nel bollettino quotidiano degli sportivi contagiati è finito nel frattempo anche Alessandro Mencarelli, allenatore di nuoto, tra gli altri, di Luca Dotto quando l’azzurro conquistò l’argento mondiale nei 50 stile libero a Shanghai. Il coach è positivo e asintomatico, come la moglie. I tre atleti che allena (Vendrame, D’Angelo e Ferraioli) sono in isolamento in attesa di fare il tampone.

(Immagine d’archivio)

Memoriale Coronavirus

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