Sono 323 i casi di positività registrati tra gli utenti della app di contact tracing Immuni tra il 1 giugno e il 30 settembre: i dati, forniti dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale e dal ministero della Salute raccontano che il maggior numero di casi rintracciati dal software – che grazie alla tecnologia bluetooth riesce a rilevare se si è stati in contatto con un utente poi risultato positivo al Covid-19 – arriva dalla Lombardia (112 casi), seguita da Emilia-Romagna (33 casi).

Poi Lazio e Liguria (25 casi), Toscana (21), Sardegna (18), Abruzzo (17), Piemonte (15), Puglia (12) e ancora Provincia Autonoma di Trento (9), Bolzano (5), Basilicata (4), Campania (3), Friuli Venezia Giulia e Sicilia (2), un solo caso in Calabria, Umbria, Veneto e Valle d’Aosta. Numeri che, secondo le statistiche, hanno generato in totale 5.134 notifiche di “esposizione” ma non in modo proporzionale rispetto ai casi positivi: sono state infatti 1.362 in Lombardia, 508 in Lazio, 482 in Emilia Romagna, 371 nelle Marche, 351 in Piemonte, 318 in Abruzzo, 271 in Puglia, 211 in Liguria, 129 in Veneto, 70 in Campania, 57 in Sicilia, 50 in Basilicata, 20 in Calabria.

Questo perché, sempre a guardare le statistiche, emerge che maggiore è la quota dei download, maggiori sono gli alert che avvisano gli utenti del pericolo (ovviamente è dirimente, nell’analizzare l’andamento, anche l’ampiezza e la popolosità della Regione di riferimento): in Lombardia, per dire, è stata scaricata da 1,2 milioni di persone, in Lazio da 766mila. Seguono poi l’Emilia-Romagna (609mila), la Toscana (517mila), la Campania (444mila), il Piemonte (451mila), la Puglia (370mila), la Sicilia (338mila), le Marche (197mila) e così via. In Veneto, si sono registrati 534mila download ma solo un caso di positività.

A fare il conto sulla popolazione, parliamo di circa il 12,5 per cento (over 14 anni). Dal 13 luglio al 30 settembre il totale di download è stato di 6.672.639 (ma negli ultimi giorni è salito ad oltre sette milioni, con una forte accelerata nelle ultime ore, complice anche la campagna battente avviata dal governo). A installarla di più, gli utenti Android: il 73,5 per cento di chi ha scaricato Immuni utilizza il sistema operativo di Google (4,9 milioni di utenti), il 26,5 per cento quello di Apple (1,7 milioni).

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