La diplomazia di Luigi Di Maio, ma anche “un po’ di fastidio” da parte di Giuseppe Brescia e le “difficoltà a comprendere” del ministro Stefano Patuanelli. Fino all’ironia tagliente del viceministro Giancarlo Cancelleri: “Se vuole cambiare il cognome in ‘disfattista’ io non posso farci niente”. All’indomani del duro attacco sferrato da Alessandro Di Battista all’attuale linea politica del Movimento, si registrano molte reazioni contrarie allo strappo dell’ex deputato: “Finiremo come l’Udeur, l’alleanza strutturale con il Pd per noi è la morte nera”, ha detto davanti alle telecamere di Piazzapulita. Appoggio incondizionato alle sue posizioni arriva invece dalla senatrice Barbara Lezzi, che due settimane fa lo aveva convinto a risalire su un palco per sostenere la campagna elettorale di Antonella Laricchia, candidata governatrice in Puglia. “Quando parla – dice l’ex ministro per il Mezzogiorno – dovremmo accostarci alle sue parole come a un rimprovero di una madre dalla quale sappiamo che non può che venire il migliore dei consigli motivato sempre dall’amore incondizionato”.

Nell’ala governista, senza mai citarlo, si è fatto sentire anche Luigi Di Maio. Parole pacate, le sue, rivolte al futuro: “Volevo solo dirvi che io sono ottimista. Che il Movimento ce la farà, che con l’aiuto di tutti otterrà di nuovo grandi risultati”, scrive il ministro degli Esteri in un messaggio postato su Facebook. “Negli ultimi otto anni – sottolinea l’ex capo politico – abbiamo affrontato anche momenti difficili, ma siamo sempre riusciti a rialzarci. Volevo dirvi che ce la faremo, volevo dirvi di non scoraggiarvi, di guardare sempre avanti e mai indietro”. Più dura la reazione del ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli: “Oltre a non essere ovviamente d’accordo, faccio difficoltà a comprendere perché c’è questa voglia di indebolire il governo, il Movimento e il presidente del Consiglio”.

“A noi – ha aggiunto – non interessa per niente la gestione del potere. Alessandro può venire al Mise a vedere cosa facciamo, stare con noi qualche settimana per capire come ci impegniamo per dare ai cittadini le risposte che abbiamo promesso in campagna elettorale”. Un messaggio simile a quello del viceministro dei Trasporti, Giancarlo Cancelleri: “Io sono qui a collaborare con lui se vuole, c’è grande amicizia e sintonia, però io sono abituato a fare le cose con chi vuole farle. La polemica non mi tira dentro”. Quindi l’auspicio che Di Battista “torni a essere la guida che negli anni è riuscita a essere”, ma anche una battuta: “Se vuole cambiare il suo cognome da Di Battista a ‘disfattista’ io non posso farci niente”. Mentre per il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed esponente M5S, Giuseppe Brescia, “sentirsi dire che siamo dei poltronari, quando si sta qui per raggiungere dei risultati per i cittadini, può dare un po’ fastidio”. Il Movimento, sottolinea, il governo stanno “gestendo una pandemia mondiale” e lo stanno “facendo in modo responsabile”. Per questo, “tutto serve in questo momento tranne che destabilizzare il governo e il Movimento 5 Stelle”, rimarca Brescia.

Una sponda a Di Battista la offre invece l’ex ministra Lezzi, sempre più lontana dalle posizioni dell’ala governista da quando è nato il Conte 2: “L’ho detto tante volte ma non mi stanco di ripeterlo: sarebbe semplice applaudire, sarebbe estremamente conveniente accondiscendere ma io non riesco a tacere. Non riesco a vedere affossare quello che ha impegnato la mia vita dal 2007 fino ad oggi. Ho il dovere di parlare, ho il dovere di cercare di rafforzare e di ricostruire. Quello che è giusto spesso non conviene”, spiega Lezzi. Ed elencando una serie di interventi, dalla riforma fiscale agli investimenti fino alla scuola, dice: “Se il M5S non sarà forte, state certi che su questi temi non ci sarà la giusta attenzione perché non c’è mai stata”. “Ricordiamo sempre che Alessandro sceglie di concentrarsi maggiormente sulla sua vita e sulla sua famiglia quando il M5S era vincente. Quindi era il momento giusto per potersi concedere altro e, soprattutto, senza pretendere nulla – conclude – Perché non ha avuto niente in cambio se non la soddisfazione di vedere i suoi colleghi al governo. Quando parla dovremmo accostarci alle sue parole come a un rimprovero di una madre dalla quale sappiamo che non può che venire il migliore dei consigli motivato sempre dall’amore incondizionato”.

“Udeur? Morte nera? Non stiamo giocando agli strateghi – scrive su Twitter il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia – Il M5S, insieme a Conte, sta gestendo una pandemia mondiale. E la sta gestendo bene. Basta polemiche sterili, lasciamole a Salvini. Pensiamo a migliorare il reddito di cittadinanza, al superbonus 110%, e al Recovery fund che abbiamo ottenuto”. “Caro Alessandro Di Battista – commenta invece Dalila Nesci – le tue stasera non sono state Parole Guerriere. Tra i ‘conflitti di interesse’ su cui bisogna fare luce, forse, ci sarebbe da approfondire anche il rapporto fra l’Associazione Rousseau ed il M5S… Invece di sparare opinioni dal tavolo della giuria, ti faccio notare che il M5S insieme al governo Conte sta affrontando il difficile corso di una pandemia e crisi economica mondiale”. Dura la replica dell’europarlamentare Dario Giarrusso: “Mi offende sentirmi dire che siamo come l’Udeur, partito che basava i suoi consensi (esattamente al contrario di noi!) sul clientelismo e le peggiori pratiche della peggiore politica”, scrive su Facebook l’ex ‘Iena’, aggiungendo: “Peraltro era proprio in partiti come l’Udeur che qualcuno si svegliava una mattina e picconava il partito dall’interno pur di salirne al potere col proprio gruppetto. Chi è Udeur, dunque?”.

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