Finora la malattia è stata riscontrata in nove cinghiali morti vicino a Schenkendoebern nel comune di Spree-Neisse e altri 11 a Neuzelle nel comune di Oder-Spree. Per questo lo stato tedesco del Brandeburgo ha deciso di erigere ‘muro’ permanente lungo il confine con la Polonia per contenere la diffusione della peste suina africana (Psa), che negli ultimi anni si è diffusa anche in diverse parti dell’Asia e dell’Europa. La decisione, ha dichiarato il ministro per gli Affari dei consumatori Ursula Nonnemacher, è una risposta alle crescenti richieste di intervento del governo.

La recinzione ha lo scopo di limitare la circolazione dei cinghiali, i primi portatori della malattia, non pericolosa per l’uomo ma quasi sempre mortale negli animali. Negoziati con la Polonia riguardo una recinzione permanente, però, non hanno al momento portato risultati, ha aggiunto il ministro. Attualmente, quindi, si tratta di una recinzione elettrica mobile quella che per circa 120 chilometri percorre il confine dal sud di Brandeburgo fino alla città di Francoforte (omonima della città dell’Assia).

Nonnemacher ha anche annunciato l’istituzione di un team tecnico per coordinare il lavoro tra le varie autorità della regione, tra cui polizia, veterinari e servizi di emergenza, dopo che gli agricoltori avevano espresso critiche alla gestione della crisi. A loro si aggiungerà anche un team di veterinari inviati dalla Commissione Europea. Dopo il primo caso di peste suina in Germania, Cina, Corea del Sud, Giappone, Singapore, Brasile e Argentina hanno tutti annunciato divieti sulle importazioni di carne suina tedesca, suscitando preoccupazioni sull’impatto che un’epidemia potrebbe avere sull’agricoltura e sull’economia tedesca in generale.

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