Non solo il referendum per il taglio dei parlamentari e il rinnovo di 7 Consigli regionali. Alle elezioni del 20 e 21 settembre si è votato anche per le suppletive al Senato: i seggi da rinnovare erano due, uno in Sardegna e l’altro in Veneto. In entrambi i casi la vittoria è andata al centrodestra, ma a pesare di più è il risultato sull’isola, dove il seggio che apparteneva alla pentastellata Vittoria Bogo Deledda (deceduta nel marzo scorso) è stato conquistato da Carlo Doria (al 40,2% rispetto al 28,9% del principale competitor).

Nel collegio uninominale di Verona, invece, è risultato eletto Luca De Carlo, in testa con il 71,6%. Sostituirà il collega di Fratelli d’Italia Stefano Bertacco, scomparso il 14 giugno. Con il loro arrivo a Palazzo Madama, quindi, lo schieramento composto dal centrodestra conquisterà un nuovo senatore. Non poca cosa, visti i numeri risicati di cui dispone la maggioranza. Lo sa bene Matteo Salvini, tanto che nella sua conferenza stampa in via Bellerio è partito proprio da qui per commentare i risultati del suo partito alle urne.

Secondo i dati definitivi del Viminale, al collegio uninominale Sardegna 3 il medico e docente universitario Carlo Doria (sostenuto da Lega-Fratelli d’Italia-Fi) ha incassato il 40,2%, mentre Lorenzo Costantino Corda (candidato del centrosinistra e 5 Stelle) si è fermato al 28,9%. Più distaccati Agostinangelo Marras (24,8%) e Gian Mario Salis (Partito socialista italiano) con il 6,02%. “La Lega, il centrodestra e il partito Sardo d’azione hanno strappato quel collegio all’alleanza Pd 5 Stelle, quindi per i numeri del Senato è sicuramente significativo“, ha commentato l’ex ministro dell’Interno, riconoscendo il ruolo decisivo giocato dal partito regionale sardo. In Veneto, invece, l’ex sindaco di Fratelli d’italia Luca De Carlo è in testa con il 71,6%. A seguire il candidato del Pd Matteo Melotti, con il 19,1% e il pentastellato Emanuele Sterzi (9,1%).

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