“Siamo di fronte a una criminalizzazione del nostro territorio”. È questo il grido di allarme della sindaca di Bussoleno Bruna Consolini e delle centinaia di No Tav che ieri sera hanno partecipato alla fiaccolata di protesta in Valsusa dopo l’arresto della portavoce del movimento Dana Lauriola. “Dai suoi avvocati trapela che tra i motivi del rifiuto delle misure alternative c’è anche il fatto di vivere qui e questo, da sindaco, mi preoccupa” spiega la prima cittadina che ha marciato insieme ad altri suoi “colleghi” della valle. “Ci credono delinquenti perché lottiamo contro un’opera ingiusta”, racconta il sindaco di San Didero Sergio Lampo mentre accanto a lui la signora Maria ricorda con rabbia il momento dell’arresto della Lauriola. “Viene arrestata una ragazza per avere tenuto un megafono in mano, siamo mica normali qui”, dice scuotendo la testa prima della partenza della marcia. “Non siamo un’organizzazione a delinquere, ma un’organizzazione che difende la salute e i soldi pubblici – conclude al megafono un’altra militante – lottiamo non solo per la nostra valle, ma per tutta l’Italia che crede in un futuro diverso”.

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