Gli scienziati e ricercatori non sono sorpresi dalla sospensione dell’arruolamento di volontari per i test sul vaccino Oxford Astrazeneca per una sospetta seria reazione avversa in uno dei volontari sottoposti al test. “Può capitare e poteva anche essere atteso, succede anche con i farmaci, ma non è una bocciatura. Ovvero, se c’è un caso sospetto ci si ferma per capire se è dovuto al prodotto o a situazioni che riguardano i pazienti. Ora bisogna evitare il più possibile di entrare nei piccoli dettagli e aspettare di vedere quando lo studio sulla sperimentazione sarà completo” dice all’Adnkronos Salute Silvio Garattini. Lo stop potrà pregiudicare l’intera sperimentazione? “Se c’è qualcosa che non funziona bisogna verificare. Quello che dovrebbe rassicurare è che di fronte ad un solo caso sospetto si ferma l’intera sperimentazione. Ricordiamoci che sono sei i vaccini testati sull’uomo nel mondo, dobbiamo essere fiduciosi“.

I primi studi su 1087 persone erano stati confortanti perché i partecipanti avevano reagito alla somministrazione bene e alcune reazioni, come mal di testa o febbre, erano state gestite con il paracetamolo. Lo stop di AstraZeneca arriva nel dibattito in corso su una possibile politicizzazione del vaccino, soprattutto negli Stati Uniti dove Donald Trump spinge per averlo prima delle elezioni di novembre fra i dubbi degli esperti. Non da ultimo quelli di Anthony Fauci, lo scienziato americano, secondo il quale è improbabile che un vaccino sia pronto entro la fine dell’anno. “È improbabile che avremo una risposta definitiva” sulla sicurezza e l’efficacia di una vaccino entro la fine dell’anno”, dice Fauci intervenendo a un evento online sulla ricerca “Il vaccino ha bisogno dei suoi tempi. Per cortesia, non facciamo una corsa in avanti dicendo che vaccineremo già a fine anno: è un’utopia scientificamente infondata – sottolinea all’Adnkronos Salute Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano – Purtroppo nella scienza dire l’avevo detto è molto triste, perché in ballo ci sono la salute e le speranze della gente. Ma la notizia che AstraZeneca ha interrotto momentaneamente i test sul vaccino – prosegue Gismondo – dà credito a quanto detto da alcuni di noi, come l’immunologo Alberto Mantovani: il vaccino ha bisogno di tempi lunghi per essere sicuro, non si può abbreviare nessuna fase. Già nella fretta” dei test per arrivare prima possibile a un vaccino contro il virus Sars-Cov2 “abbiamo qualche caso da dover esaminare e approfondire per effetti collaterali e indesiderati: vogliamo ancora accelerare e rischiare?”. “Non si può illudere la gente”, rimarca Gismondo. Non solo. “Così facendo, correndo, facciamo il gioco dei no vax e rischiamo vittime da mancate altre vaccinazioni come quella contro il morbillo e altre malattie trasmissibili prevenibili”.

“Gli annunci sensazionalistici di una soluzione dietro l’angolo non hanno alcun solido fondamento” sottolinea l’immunologo Alberto Mantovani che, intervenendo su Radio3 Scienza, ha ribadito come la ricerca sul vaccino contro il coronavirus Sars-CoV-2 abbia i suoi tempi e ha commentato la sospensione dei test clinici per il vaccino di Oxford-AstraZeneca per una sospetta reazione avversa. “Lo stop potrebbe essere dovuto ad una possibile risposta infiammatoria in uno dei soggetti sottoposti al test”, ha spiegato il direttore scientifico dell’Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano) e docente di Humanitas University. Nelle sperimentazioni per i vaccini “può succedere che si registrino reazioni non attese: per il candidato vaccino la sospetta reazione in un volontario potrebbe non essere legata al vaccino ma derivare da altre cause esterne” spiega all’Ansa l’immunologo che sottolinea come “quello annunciato oggi è il secondo stop per il candidato vaccino Oxford: il primo qualche tempo fa sempre per una sospetta reazione in un volontario, ma poi si rivelò un falso allarme poiché la reazione si appurò non essere dovuta al vaccino”. Questo, ha aggiunto, “è un modo saggio e prudente di procedere. Al momento non è detto che il nuovo problema insorto sia legato al vaccino, non c’è alcuna evidenza scientifica in tal senso“. Quanto al virus che sta tenendo sotto scacco il mondo, lo scienziato ha puntualizzato: “Non è vero che muta in fretta e che ciò vanifichi le ricerche sui vaccini. Purtroppo, invece, non abbiamo un farmaco efficace contro Covid-19”, la malattia provocata da Sars Cov 2. “Speranza e cautela – ha concluso – sono i due vettori che devono guidare la ricerca del nuovo vaccino”.

“La battuta di arresto del vaccino AstraZeneca di Oxford è fisiologica e normale, non è uno stop ma una fase di valutazione, non è mai stato sviluppato un vaccino in un anno ci vogliono più di tre anni – dice 24 Mattino su Radio24 Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova – Il processo è lungo e complesso, lo sviluppo di un vaccino dura circa 5 anni. Giustificato fare degli sforzi perché si tratta di una misura che dal punto di vista costi ed efficacia è la più conveniente ma ci vuole tempo“. La necessità di realizzazione di composto profilattico sicuro ed efficace per prevenire Covid 19 mettendo fuori gioco Sars Cov 2 ha imposto anche uno sforzo in velocità. Tanto che molte case farmaceutiche hanno cominciato a produrre i potenziali candidati in attesa dei risultati finali. “Dispiace per lo stop alla sperimentazione, ma è il segnale che le aziende stanno lavorando con serietà, trasparenza e controllando i dati. Questo è l’argomento più forte che noi possiamo avere nei confronti dei detrattori dei vaccini e dei no-vax che hanno attaccato dicendo che sarebbe stato messo in commercio senza fare i controlli. Ecco, questa è la risposta migliore che si poteva dare loro” dichiara Matteo Bassetti, infettivologo dell’ospedale Policlinico San Martino di Genova – C’è stato un problema e l’azienda non ha avuto nessuna vergogna a dire stoppiano e verifichiamo cosa è accaduto. Speriamo riprendano presto ma è la dimostrazione che la ricerca è regolata e trasparente”.

Al momento i vaccini in fase III sono cinque: Oxford AstraZeneca, quello di Moderna, quello di Biontech-Fosun-Pfizer, poi Sinopharm-Bibp e Sinopharm/Wuhan e Sinovac. La sperimentazione dei primi è in corso negli Stati Uniti, in Brasile e in Europa. “Non ci dobbiamo preoccupare per quanto accaduto con il vaccino di Astrazeneca, il sistema di controllo funziona e lo fa molto bene. L’azienda ha bloccato la sperimentazione per buona pace dei no-vax che dicono che i vaccini non sono sicuri. È stata riscontrata una reazione avversa e l’azienda, in maniera trasparente e annunciando il problema, ha deciso di bloccare momentaneamente gli studi” spiega Antonella Viola, immunologa dell’università di Padova, ospite di Omnibus su La7.

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