Di fronte all’evento più imprevedibile e incerto che il nostro mondo ricordi, questo virus misterioso e subdolo, dagli effetti letali, non facciamo altro che chiedere regole certe, indiscutibili. Chiediamo allo Stato, del quale abbiamo scarsissima stima, di adempiere in nostra vece alle incombenze anche elementari di vita quotidiana. Misurarci la febbre, per esempio. Misurarla ai nostri bambini, per esempio.

È in corso un transfert ossessivo delle nostre paure, una ribellione sorda al rischio, che ogni giorno purtroppo corriamo e dal quale nessuno può difenderci oltre una certa soglia.

La malattia di Silvio Berlusconi, che pure aveva imposto a sé stesso e ai suoi amici regole ferree per tenerla lontana, dà la misura della fragilità della nostra vita.

Basterebbe, ora che anche l’altra sua figlia Marina, dopo Eleonora e Luigi, è risultata positiva al Covid, che ci convincessimo che come non ci sono pillole e ospedali della salvezza eterna, così scarseggiano anche governanti magici ai quali chiedere, in quattro e quattr’otto, il mondo nuovo.

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