Dopo giorni di pressing da parte di Milano e della Regione Lombardia, il governo rompe gli indugi e candida il capoluogo come città candidata ad ospitare il Tribunale europeo dei brevetti. Ma Torino, opzione sostenuta dai 5 Stelle, non resta a bocca asciutta: sarà sede principale per l’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale (I3A). “L’obiettivo è creare una sinergia tra le due città e il governo”, spiega una nota di Palazzo Chigi dopo il consiglio dei ministri, “e allo stesso tempo consolidare l’asse nord-ovest del Paese: una strategia che renderebbe ancor più forti Milano e Torino e, con esse, l’Italia”.


“La scelta di Milano quale candidata per la terza sede centrale del Tribunale unificato dei Brevetti è una decisione strategica, in direzione di un ulteriore contributo italiano allo sviluppo e alla crescita dell’Unione europea. Sarebbe al fianco di Parigi e Monaco nel compito di registrare le nuove scoperte e soluzioni ideate nel campo delle scienze umane e del farmaceutico“, prosegue la nota.

La creazione di un Istituto italiano per l’intelligenza artificiale è prevista dalla Strategia italiana per l’intelligenza artificiale presentata a luglio dal ministero dello Sviluppo, che prevede 800 milioni di investimento in cinque anni. L’istituto coordinerà le varie attività di ricerca in questo campo e stando agli auspici dovrà attrarre talenti dal mercato internazionale e, contemporaneamente, diventare un punto di riferimento per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in Italia, in connessione con i principali trend tecnologici (tra cui 5G, Industria 4.0, Cybersecurity). I settori coinvolti saranno “manifattura e robotica, IoT, sanità, mobilità, agrifoood ed energia, pubblica amministrazione, cultura e digital humanities, aerospazio“. Per assicurargli competitività a livello internazionale, l’I3A dovrà contare, a regime, su un organico di circa 1.000 persone e su un budget annuo di 80 milioni di euro: Torino ne sarà l’hub centrale con 600 persone occupate ed opererà in stretta collaborazione con centri di ricerca nazionali e università.

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