Nuova grana per Amazon in Germania. Il gigante dell’e-commerce è finito sotto indagine dell’autorità tedesca per la concorrenza per un presunto abuso della sua posizione dominante. La vicenda riguarda il blocco che avrebbero subito alcuni di rivenditori nella fase iniziale della pandemia. La piattaforma avrebbe infatti fermato produttori di dispositivi medici come mascherine e disinfettanti che, approfittando dell’emergenza, avevano alzato eccessivamente i prezzi. Da questi produttori sono partiti i reclami che hanno dato il via alle verifiche. In teoria l’azione di Amazon sembra dettata da valutazioni condivisibili. Il problema è che non spetta ad un singolo soggetto privato, che si trova appunto in un ruolo dominante, approfittare della sua posizione per discriminare tra singoli produttori. La modalità di funzionamento della piattaforma, non sempre limpidissimo, ha già dato sollevato in passato diversi interrogativi sul trattamento riservato a chi la utilizza.

Un portavoce dell’antitrust tedesco ha detto alla Cnbc che “non spetta a una piattaforma privata essere il regolatore dei prezzi”. Amazon sta utilizzando “meccanismi sconosciuti” per regolamentare il rapporto con i venditori sulla sua piattaforma, ha aggiunto. Amazon non ha immediatamente risposto alla richiesta di commento della Cnbc, ma lo scorso 23 marzo aveva dichiarato in un post sul blog che sulla propria piattaforma non c’era “posto” per una truffa sui prezzi. La Germania è il secondo mercato più grande di Amazon dopo gli Stati Uniti. In Germania peraltro il gruppo di Jeff Bezos è stato duramente criticato per la protezione dei propri dipendenti sul lavoro. Lo scorso giugno i magazzinieri avevano scioperato dopo che il personale di diversi centri logistici è risultato positivo al coronavirus. Come gran parte degli operatori dell’e-commerce, Amazon è una delle società che più ha beneficiato delle chiusure legate al virus che hanno spinto l’acquisto di prodotti on-line e di servizi attraverso il web. Amazon è anche uno dei principali fornitori al mondo di spazi “cloud” per l’immagazzinamento dei dati. Dallo scorso marzo il fondatore del gruppo Jeff Bezos ha visto aumentare la propria ricchezza personale di 76 miliardi di dollari grazie al progresso delle azioni della società che hanno quasi raddoppiato il loro valore in cinque mesi.

Da parte sua Amazon fa sapere che “sono i partner di vendita a stabilire i prezzi dei loro prodotti nel nostro store”. “Vogliamo – continua l’azienda – che i nostri clienti acquistino con fiducia su Amazon e abbiamo specifiche linee guida che invitano i partner di vendita ad applicare prezzi competitivi sui loro prodotti. I nostri sistemi sono progettati per agire contro aumenti ingiustificati di prezzo. Se i partner di vendita hanno dei dubbi, li incoraggiamo a contattare il team di assistenza a loro dedicato”.

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