Effetto coronavirus per i delitti in Italia: tre mesi di lockdown hanno fatto crollare quasi tutti i tipi di reati commessi sul territorio nazionale. Un dato atteso, quello diffuso nel Viminale in occasione della tradizionale conferenza stampa di Ferragosto, ma con due novità. La prima: gli unici reati aumentati durante il lockdown sono quelli informatici e i femminicidi. la seconda: dall’anno scorso il numero dei giornalisti minacciati è aumentato di più del 50 percento. Ma andiamo con ordine.

Calano tutti i reati tranne quelli informatici e i femminicidi – Dal rapporto annuale presentato dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese durante il comitato per l’ordine e la sicurezza convocato a Milano (e durante il quale ha assegnato al viceministro Matteo Mauri la delega alla pubblica sicurezza) che dai 2.338.073 reati registrati nel periodo 1 agosto 2018-31 luglio 2019 si è passati ai 1.912.344 registrati dall’1 agosto 2019 al 31 luglio di quest’anno. Una flessione evidentemente legata la lockdown per il Covid. Il decremento ha riguardato quasi tutte le tipologie di delitto: dagli omicidi (-16,8%) alle rapine (-21,1%), dai furti (-26,6%) alle truffe (-11,3%). In controtendenza i reati informatici (+20%). Il Viminale evidenzia anche che il 70% dei 149 omicidi commessi in ambito familiare ha avuto donne come vittime; una quota salita al 75,9% durante il periodo di lockdown.

Aumentano le minacce ai giornalisti – In più negli ultimi mesi il Viminale ha registrato un +51,6% rispetto all’anno precedente del numero di giornalisti minacciati: 185, di cui 62 tramite web. Sono 13.579 le denunce per stalking presentate (per il 75% da donne) tra il 1 agosto 2019 e il 31 luglio 2020, l’11,7% in meno rispetto a quelle presentate tra il 1 agosto 2018 e il 31 luglio 2019 (15.370). Del totale delle denunce 4.967 si riferiscono al periodo di lockdown, pari al 36,5% del totale. Calano anche gli ammonimenti del questore 1.198 tra il 1 agosto e il 31 luglio 2020 (-6%), di cui 433 durante il lockdown mentre aumentano gli allontanamenti (+33,6%) che sono 398 di cui 156, pari al 39% durante il lockdown.

Aumenta l’autoriciclaggio, raddoppiatti i soldi al fondo antisura – Calano i reati finanziari, fallimentari e societari (-23%) in genere tra il 1 agosto 2019 e il 31 luglio 2020 rispetto allo stesso periodo precedente ma mentre si registra un calo dell’usura (-5,6%) aumenta l’autoriciclaggio (+24,6%). I reati tributari (2.193) calano del 38%, quelli relativi alla disciplina fallimentare del 18,7% e il riciclaggio scende del 14,4%. Va considerato che il calo dell’usura è su base annuale e andrà verificato nel breve periodo l’impatto del numero di denunce che deriveranno dalla crisi finanziaria provocata dal lockdown conseguente all’esplosione della pandemia da coronavirus. Ammontano a 24 milioni di euro il totale delle somme deliberate dal Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura, su 1.952 domande esaminate, tra il 1 agosto 2019 e il 31 luglio 2020, pari al doppio della somma deliberata nell’anno precedente (13,2 mln su 2.043 domande). Del totale deliberato nell’ultimo anno la metà (12,5 mln) è stata deliberata durante il lockdown. Nel periodo di lockdown sono state esaminate 327 domande per l’estorsione e 257 per l’usura. In particolare 20,7 milioni del totale del fondo sono stati assegnati per le vittime di estorsione e 3,3 mln per le vittime di usura.

Mafia, Lamorgese: “Prefetti ascoltino territori e segnalino anomalie” – Sono 79 i latitanti arrestati tra il 1 agosto 2019 e il 31 luglio 2020, il 49,1% in più rispetto ai 53 arrestati tra il 1 agosto 2018 e il 31 luglio 2019. Calano invece del 13,5% le operazioni di polizia giudiziaria che passano da 155 a 134 dell’ultimo anno. Sono 5.891 i sequestri nell’ultimo anno per un totale di beni da 1.447 milioni di euro e 1.793 le confische per un totale di 371 milioni di euro. La ministra Lamorgese ha spiegato che l’emergenza coronavirus “è un periodo particolare, perché la criminalità organizzata e le mafie hanno facile capacità di adattamento e di inserirsi nei circuiti dell’economia legale. Su questo ho dato ai prefetti una precisa direttiva affinché ascoltino il territorio e si allertino con tavoli di confronto dedicati per segnalare eventuali operazioni non chiare”. “Dal punto di vista normativo – ha aggiunto – come governo abbiamo fatto tanto, dando risorse con la necessaria celerità senza tuttavia far venir meno i controlli necessari, facendo protocolli di legalità con l’Agenzia delle entrate e con la Sace”.

Meno incidenti stradali, 1.177 denunciati per aver violato la quarantena – Il lockdown per il Covid ha inciso anche sugli incidenti stradali: dall’1 agosto 2019 al 31 luglio di quest’anno se ne sono registrati 58.475 (il 20% in meno rispetto al periodo 1 agosto 2018-31 luglio 2019), con 1.319 morti contro i 1.719 dell’anno precedente (-23,3%) e 37.241 feriti (-22,6%). Sono invece 20.395.302 i controlli svolti dalle forze di polizia tra l’11 marzo e il 31 luglio per il contenimento della diffusione del virus covid-19. Di questi 12.360.197 sono stati eseguiti nella fase 1 e quindi durante il lockdown, 4.260.583 nella fase 2 (4 maggio-2 giugno) e 3.774.522 nella fase 3 (3 giugno-31 luglio). Sono 454.933 le persone sanzionate (418.222 nella fase 1, 34.276 nella fase 2 e 2.435 nella fase 3), 5.684 i denunciati per false attestazioni (5.280 solo durante il lockdown), 1.177 le persone denunciate per aver violato la quarantena (886 nella fase 1).

Aumentano gli sbarchi autonomi: “Tunisia nel caos” – Sul fronte degli sbarchi si registra una forte crescita degli arrivi di migranti nell’ultimo anno: sono 21.618 tra l’1 agosto 2019 ed il 31 luglio 2020 contro gli 8.691 del periodo 1 agosto 2018-31 luglio 2019 (+148,7%). I minori non accompagnati sbarcati sono stati 2.886 (+157,9%). La maggioranza dei migranti sono arrivati con sbarchi autonomi (16.347), mentre quelli soccorsi in area sar italiana sono stati 5.271 (4.066 recuperati da navi ong). Tunisia (8.984) e Libia (8.746) i principali Paesi di partenza. Tunisini (34,3%) e bengalesi (11,9%) i più numerosi tra gli sbarcati. “I numeri non sono elevatissimi, certamente sono più alti dell’anno scorso però bisogna contestualizzare: c’è una Tunisia in grave crisi, abbiamo visto famiglie intere partire per arrivare sul territorio italiano”, ha detto la ministra Lamorgese. “Gli arrivi, così numerosi, sono stati causati da sbarchi autonomi“, con “delle piccole imbarcazioni, dei gommoni”, ha sottolineato Lamorgese. Il suo predecessore, Matteo Salvini, ne ha approfittato per attaccare l’attuale esecutivo: “15.406 sbarchi dall’inizio dell’anno a oggi, contro i 4.261 dello stesso periodo di un anno fa: il fallimento di questo governo è nei numeri, mentre il ministro Lamorgese si vanta di aver controllato più di 20 milioni di italiani durante l’emergenza Covid. Pugno duro con i cittadini, inseguimenti e multe per chi va in spiaggia, balla o fa l’aperitivo, carezze e porti aperti per Ong, trafficanti e clandestini. E nessun segnale contro le mafie: con la Lega al governo, a Ferragosto lo Stato si presentava a San Luca in Calabria e a Castel Volturno in Campania. La Lamorgese dice che Milano è sicura: allora perché ha organizzato il Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza in città?”.

Lamorgese: “Lunedì in Tunisia per il problema dei piccoli sbarchi”- Proprio per risolvere il problema dei piccoli sbarchi, la titolare dell’Interno ha in agenda una missione a Tunisi. “Lunedì 17 agosto andrò in Tunisia con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e con i commissari europei Oliver Varhelyi e Ylva Johansson per far sentire la vicinanza dell’Europa” e affrontare il problema dei piccoli sbarchi“, ha aggiunto la titolare del Viminale. Il ministro ha ricordato che sono ricominciati i rimpatri come nell’epoca per Covid, circa 80 al giorno Nello stesso anno considerato sono stati ricollocati presso altri Paesi europei 622 richiedenti asilo (+167% rispetto all’anno precedente). Francia e Germania i principali Stati di destinazione. In calo invece i rimpatri (4.408, il 35,8% in meno rispetto all’anno precedente). Ma sul dato, sottolinea il Viminale, influisce la parziale sospensione delle procedure di rimpatrio dal 31 gennaio al 31 maggio 2020 per l’emergenza Covid-19 che ha consentito il rimpatrio di soli 592 espulsi. Al 31 luglio gli stranieri ospitati nel sistema di accoglienza sono 86.330 (-17% rispetto al 31 luglio 2019): 949 in hotspot, 61.972 in Centri di accoglienza, 23.409 nel sistema Siproimi. In forte calo – anche qui per il Covid – le richieste di asilo esaminate (da 121.064 a 71.695): lo status di rifugiato è stato concesso solo all’11,6% dei richiedenti; per il 53,2% c’è stato il diniego. Complessivamente, gli stranieri presenti regolarmente in Italia sono 4.016.129 (-4,2%). Cresce anche il numero degli scafisti arrestati (+10,8%) che passano da 120 a 133. Del totale degli sbarcati 5.271 sono stati soccorsi in Area Sar, 4.066 soccorsi dalle ong e 16.347 sono sb

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