Raffica di dati questa mattina che nel complesso confermano una ripresa dell’attività economica in Europa nei mesi estivi. Eurostat fa sapere che in giugno il commercio al dettaglio nella zona euro è aumentato del 5,7% rispetto al mese precedente. A maggio era rimbalzato del 20,3%. Questo significa che i volumi delle vendite sono tornati ai livelli di febbraio 2020, prima dell’inizio delle misure di contenimento. Relativo al mese di luglio invece l‘indice Pmi composito che fotografa l’andamento sia delle aziende manifatturiere sia del terziario e che è salito a 54,9 punti. Quota 50 indica la spartiacque tra contrazione e fase espansiva. L’incremento è di ben 6 punti rispetto a giugno, rialzo più forte dal giugno 2018. E’ inoltre la prima volta che l’indicatore sale sopra quota 50 dallo scorso febbraio.

Terziario in ripresa: In Germania l’indice Pmi relativo al solo settore dei servizi ha raggiunto in luglio i 55,6 punti con un progresso di oltre 8 punti rispetto a giugno ma leggermente meno rispetto a quanto inizialmente previsto. Dinamica simile in Francia dove lo stesso indicatore balza di 7 punti a 57,3 ,leggermente al di sotto della stima preliminare così come in Italia. Nel nostro paese l’indice tocca quota 51,6 dai 46,4 di giugno. Terziario in risalita anche in Spagna dove l’indice si attesta a 51,9 punti dai 50,2 punti di giugno. Oggi è stato diffuso anche il dato sul Prodotto interno lordo della Svezia, che nel secondo trimestre dell’anno è sceso dell’8,6%. Un calo record ma tutto sommato migliore delle attese e di quanto registrato dagli altri paesi europei.

Nuvole ad Est Mono incoraggiante le ultime notizie che giungono da Oriente. A luglio l’indice Pmi dei servizi del Giappone si è confermato in fase di contrazione a 45,4 punti. Nel mese di luglio, l’indice Pmi dei servizi della Cina stilato da Caixin-Markit ha rallentato il passo, scendendo a 54,3 punti, rispetto ai precedenti 58,4 punti, deludendo le attese. Comprensibilmente si tratta di una fase in cui rincorrono dati non sempre univoci. Ieri erano stati accolti con favore le previsioni relative alle vendite di escavatori, che riflettono l’andamento dell’ attività di costruzione. In luglio dovrebbero raggiungere le 17.500 unità, con circa 15.200 unità vendute sul mercato interno, facendo registrare un aumento del 49% su base annua.

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