“Ribadire la sollecitazione a sviluppare ogni impegno per la verità con ogni elemento che possa contribuire a raggiungerla pienamente”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiede di andare avanti, senza mai fermarsi, nella ricerca dei responsabili dell’esplosione che il 2 agosto 1980, nella sala d’aspetto della stazione di Bologna, uccise 85 persone e ne ferì altre 200.

“La mia presenza qui ha questo significato – ha continuato il Capo dello Stato – La partecipazione al dolore che rimane, la solidarietà della Repubblica per questo dolore. Il dovere del ricordo della memoria perché non si smarrisca mai la consapevolezza di quanto avvenuto e che va impedito per il futuro”. E dopo aver reso omaggio alla lapide che ricorda i caduti della strage, Mattarella dice che poche altre parole possono essere aggiunte in certe situazioni, con la verità ancora da scoprire: “Dopo il gesto di omaggio alla lapide che ricorda le vittime della barbarie degli stragisti vi sono poche parole da poter pronunciare. Dolore, ricordo, verità”, ha concluso.

La parola “verità” è anche quella che anima l’intervento dell’arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi, che lancia un appello ai responsabili ma, soprattutto, a chi è al corrente di come andarono le cose: “Chiediamo ancora che chi sa qualcosa trovi i modi per comunicare tutto ciò che può aiutare la verità perché anche se scappiamo dal giudizio degli uomini non scappiamo dalla nostra coscienza e soprattutto dal giudizio di Dio”. E accusa gli omertosi sostenendo che “la memoria ci fa provare, anche, l’acuta e insopportabile ingiustizia della mancanza di verità, amara, perché memoria anche di delusioni, di ritardi, di opacità spesso senza volto e senza nome, di promesse non mantenute, di mandanti, che ci sono, protetti dall’ombra di quelle che sono vere e proprie complicità“.

Il presidente Mattarella è andato in visita anche al Museo per la Memoria di Ustica, nel quartiere della Bolognina, terza tappa della sua visita nel capoluogo emiliano, dopo la partecipazione alla messa celebrata in suffragio delle vittime dal cardinale di Bologna nella Cattedrale di San Pietro e l’incontro con i familiari delle vittime dell’attentato del 2 agosto del 1980. Al museo, dove sono custoditi i resti del Dc9 abbattuto nei cieli della cittadina siciliana il 27 giugno del 1980, il Capo dello Stato si è intrattenuto con i familiari delle 81 vittime della strage. “Questo museo è un tempio della memoria che consente di mantenere intatta la memoria della tragedia di Ustica ed esorta a ogni impegno per difendere vita e libertà”, ha poi detto.

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