“Siamo nel mezzo di un rapido sviluppo della pandemia”. Lothar Wieler, direttore dell’Istituto Robert Koch (Rki) che in questi mesi ha riferito quotidianamente sull’evolversi della crisi Covid, non usa mezzi termini: gli ultimi sviluppi dei contagi in Germania, ha detto, sono “molto preoccupanti”, alla luce degli ultimi 633 nuovi casi registrati nelle scorse 24 ore. Wieler ha dichiarato che i tedeschi sono diventati “negligenti” ed esortato quindi la popolazione al rispetto delle norme sul distanziamento sociale e a indossare le mascherine anche fuori, se non riesce a mantenere una distanza di 1,5 metri. “Non sappiamo ancora se questo sia l’inizio di una seconda ondata, ma naturalmente potrebbe esserlo”, ha poi affermato il capo dell’Rki, sostenendo comunque di essere “ottimista: se seguiamo le regole igieniche possiamo impedirla, sta a noi”.

Intanto il governo tedesco pensa a tutelarsi dai contagi dall’estero e dedica particolare attenzione alla Spagna, come finora hanno fatto anche Francia, Belgio, Regno Unito e Norvegia. Berlino ha infatti sconsigliato i viaggi non essenziali nelle comunità autonome di Aragona, Catalogna e Navarra “a causa dei rinnovati elevati livelli di infezione e delle misure di lockdown“, ha reso noto il ministero degli Esteri tedesco.

L’andamento dei contagi in Germania – All’inizio di luglio il numero dei casi giornalieri è stato tra i 300 e 500. Un risultato positivo perché significa “che possiamo arginare il virus“, ha sottolineato Wieler. Ma per continuare a farlo bisogna tenere a mente la formula del AHA (acronimo in tedesco di Distanza, Igiene e Mascherina) finché non sarà disponibile un vaccino. La mascherina va portata in modo corretto e gli ambienti vanno areati a sufficienza, ha ricordato. “L’evoluzione della pandemia in Germania è nelle nostre mani”, ha concluso.

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