Fuga in massa di migranti dalla tensostruttura della Protezione civile allestita accanto alla banchina di Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. L’edificio, che ha una capienza massima di 100 persone, ne ospitava 520. In condizioni “disumane” secondo la sindaca Ida Carmina (M5s), che aveva avvertito: “Non ci sono finestre, è un forno lì dentro, rischiano il soffocamento“. La fuga arriva il giorno dopo un episodio simile avvenuto a Caltanissetta, dove 184 persone si sono allontanate da un centro di accoglienza.

I trasferimenti da Porto Empedocle verso altre strutture della penisola hanno subito uno stop: 190 persone avrebbero dovuto lasciare la tensostruttura già prima dell’arrivo, da Lampedusa, dei pattugliatori della Guardia di finanza e della Capitaneria con a bordo 320 persone in totale. Invece la prefettura non è riuscita a trovare un altro posto. Dopo un colloquio telefonico con il governatore siciliano Nello Musumeci, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha annunciato che verranno inviati militari per rafforzare l’attività di controllo nei centri. Quasi tutti i migranti che si erano allontanati, ha aggiunto, sono stati già rintracciati.

“Deve intervenire il governo, ho fatto appello a tutti, anche alla Commissione europea – aveva raccontato la sindaca – Perché far arrivare qua le navi militari? Potevano portarli da qualche altra parte. Questa è una struttura d’accoglienza momentanea e può contenere 100 persone circa. Porto Empedocle è Covid-free da tempo ma siamo quotidianamente agli onori delle cronache per il fenomeno immigrazione e questo crea un problema di immagine e perdite dal punto di vista turistico”.

Di Maio: “Questione di salute pubblica, migranti o non migranti” – “Non si tratta di battaglie ideologiche o politiche. Il tema è più semplice e riguarda la nostra sicurezza, la sicurezza di ognuno di noi”, commenta in un post su Facebook il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. “E’ inconcepibile che oggi qualcuno, incurante delle regole tutt’ora in vigore, pensi di andarsene in giro senza rispettare l’obbligo della quarantena. Migranti o meno, fossero stati italiani avrei detto la stessa cosa. Qui è una questione di salute pubblica“. Di Maio ha poi espresso “vicinanza e solidarietà ai sindaci Roberto Gambino e Ida Carmina” e ringraziato la ministra Lamorgese “per il lavoro che sta portando avanti e le forze dell’ordine per aver lavorato tutta la notte e aver già rintracciato 125 dei 184 migranti che si erano allontanati domenica dal Cara di Pian del Lago. Il mio sostegno, infine, a coloro che in queste ore si stanno adoperando per contenere la nuova fuga”.

Lamorgese vede Said: “Determinante l’azione della Tunisia” – Lamorgese proprio oggi ha incontrato il presidente tunisino Kais Saied, gli ha espresso le “forti preoccupazioni italiane” per l’incremento degli arrivi via mare e ha sottolineato che risulta “determinante l’azione della Tunisia“. Ma ha anche offerto “pieno supporto alla Tunisia anche mediante formule più efficaci di collaborazione nell’attività di sorveglianza delle imbarcazioni dei trafficanti in partenza dalla costa africana”. Said dal canto suo “ha dato rassicurazioni su una intensificazione dei controlli alle frontiere marittime per contrastare l’attività dei trafficanti di migranti”. Ma ha anche detto che “quella dell’immigrazione clandestina è essenzialmente una questione umanitaria” la cui responsabilità è “collettiva”. Per risolverla è necessaria “la collaborazione tra diversi Stati” al fine di “trovare soluzioni che assicurino che i migranti rimangano nei loro Paesi”. Più tardi ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e ha annunciato che a breve verrà inviato personale militare dell’operazione Strade sicure. La ministra ha poi rassicurato sul fatto che la situazione è sotto controllo dal punto di vista sanitario: “Tutti i test sierologici sono risultati negativi e cosi i tamponi fin qui eseguiti sui migranti, sia a Porto Empedocle sia a Lampedusa”.

Musumeci: “Navi-quarantena lungo le coste” – Al termine del colloquio tra il presidente Musumeci e la ministra dell’Interno, la Regione Sicilia ha diffuso una nota in cui si assicurava che “entro pochi giorni sarà garantito l’invio nelle acque della Sicilia di una capiente nave-passeggeri da riservare ai migranti“. “Al capo del Viminale – rivela il governatore – ho denunciato, ancora una volta, la insostenibile situazione nell’Isola e la preoccupazione dei sindaci e delle comunità locali la cui esasperazione rischia di creare, specie in alcune zone, tensione e allarme sociale. Ho ricevuto precise garanzie sulla presenza di navi-quarantena lungo le coste siciliane e in prossimità dell’isola di Lampedusa, oltre la presenza di contingenti militari da affiancare alle poche e stremate unità delle forze dell’ordine per evitare il ripetersi di fughe dai Centri di accoglienza”.

Gli arrivi dalla rotta balcanica – Intanto gli arrivi continuano anche da terra, attraverso la rotta balcanica. Una sessantina di migranti, divisi in due gruppi, sono stati rintracciati lunedì alle porte di Udine. Il primo gruppo, composto da una cinquantina di persone, tutti cittadini afghani e pakistani, è stato individuato lungo la strada regionale 56 a Lovaria. Altri sette nella zona di Paparotti. Sono stati indirizzati in strutture di accoglienza dove trascorreranno la quarantena anti-Covid-19. E durante il fine settimana le autorità italiane hanno riconsegnato ai colleghi sloveni 18 migranti intercettati e fermati lungo il confine nell’area fra Bisterza, Erpelle-Cosina e Capodistria.

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