Sul Burj Khalifa di Dubai c’è il conto alla rovescia per la partenza della prima sonda degli Emirati Arabi verso Marte. Al-Amal (Speranza), con direzione Pianeta rosso, partita questa mattina all’alba dopo due rinvii a causa del maltempo, è la prima missione interplanetaria intrapresa da un paese arabo. Il lancio è avvenuto dal centro spaziale Tanegashima nel sudovest del Giappone, ed è stato accolto con un fragoroso applauso dagli Emirati. L’entusiasmo regnava al Mohammed bin Rashid Space Center (Mbrsc), che ha guidato il progetto marziano degli Emirati su cui hanno lavorato circa 450 persone, più della metà delle quali emiratine. Al-Amal dovrebbe raggiungere l’orbita di Marte nel febbraio 2021, in occasione del 50esimo anniversario dell’unificazione degli Emirati.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Marte, gli Emirati Arabi Uniti ci provano: dal Giappone partita la sonda che studierà l’atmosfera del pianeta rosso

next
Articolo Successivo

Coronavirus, le mascherine riducono il livello d’ossigeno nel sangue? Ecco il test del medico che spazza via ogni dubbio

next