L’ascesa della mobilità elettrica pare non aver subito il contraccolpo dell’emergenza da Coronavirus che invece ha infierito su un mercato dell’auto già in forte disagio, pandemia a parte. Più in generale, se c’è un rivolto positivo che questo periodo drammatico e difficile ci ha lasciato, relativamente alla mobilità, è proprio la nuova propensione a sfruttare tutte le alternative di trasporto possibili: alternative all’auto e ai mezzi pubblici, ma alternative anche alle auto endotermiche.

Nel primo trimestre del 2020 in Europa le immatricolazioni di auto elettriche sono state 228.210, ovvero l’81,7% in più rispetto ai risultati dello stesso periodo dello scorso anno, mentre delle ibride di parla di 310.308 auto vendute, a segnare un +49% sui dati di gennaio-marzo del 2019. Questi sono alcuni dei numeri contenuti nel rapporto “100 Italian E-mobility Stories”, realizzato da Enel e dalla Fondazione Symbola, con il contributo di FCA. Secondo il rapporto nel mondo sono oltre 7 milioni i mezzi a batterie, sia per passeggeri che per merci, contro gli 1,5 milioni registrati nel 2016: in Cina sono 3 milioni, in Europa quasi 2.

Numeri incoraggianti soprattutto per quanto riguarda l’Europa, e che si pongono in netta controtendenza rispetto ai dati sulle immatricolazioni di autoveicoli totali, andati invece in forte flessione durante il primo trimestre. Quanto all’Italia poi, la notizia è che nel settore delle vetture a motori non endotermici le ibride hanno scalzato quelle a gas, arrivando a rappresentare ad oggi quasi la metà dell’intero settore.

E se Francesco Starace, amministratore delegato di Enel, ha evidenziato l’importanza della mobilità elettrica “per contrastare la crisi climatica e raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione”, Pietro Gorlier, Chief Operation Officer di FCA, ha sottolineato che di fatto le auto elettriche crescono ma non sono ancora per tutti. “Le vetture elettriche devono essere pensate e inserite in un eco-sistema molto più ampio” ha dichiarato durante la presentazione del rapporto di Enel e Symbola, “e perché possano essere accessibili a tutti è necessario un sistema a contorno fatto di infrastrutture di ricarica pubbliche e private, costi dell’energia adeguati, parcheggi dedicati, gestione semplificata del suolo pubblico per l’installazione di colonnine, misure di supporto alla domanda, oltre che un piano di riqualificazione della filiera industriale”.

Insomma, di strada da fare ce n’è ancora un bel po’. Intanto però, stando ad un’analisi di PwC sui mercati di Francia, Italia, Germania e Spagna, nel primo semestre dell’anno non solo le elettriche e le ibride non hanno subito flessioni di vendite, ma rispetto al -41% registrato sul totale, le EV sono cresciute del 101%. Non solo, ma elettriche e ibride plug-in sono destinate a raggiungere entro il 2023 l’8% delle vendite complessive di vetture nei maggiori paesi europei: una quota che sarà raggiunta grazie soprattutto alla crescita delle flotte aziendali, che rappresenteranno circa il 60% delle immatricolazioni del comparto delle auto a batterie.

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