Dopo il Portogallo, la Spagna. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha incontrato a Madrid in tarda mattinata il premier spagnolo Pedro Sanchez per rinsaldare e compattare l’asse dei Paesi che chiedono l’attivazione al più presto del Recovery fund. La richiesta, condivisa anche dal primo ministro portoghese Antonio Costa, riguarda innanzitutto i tempi: mentre i frugali, ovvero il fronte di chi non concorda con lo stanziamento proposto dalla commissione Ue di oltre 700 miliardi di euro, prendono tempo, i Paesi più colpiti dal covid-19 ritengono fondamentale che si velocizzino le procedure. “Si chiuda l’accordo entro fine luglio“, hanno detto Conte e Sanchez nella conferenza stampa congiunta.

Una posizione che, almeno sulla necessità che si faccia in fretta, trova l’accordo anche della cancelliera tedesca Angela Merkel. “L’obiettivo comune”, ha detto di fronte al Parlamento Ue aprendo il semestre a guida tedesca, “è trovare un’intesa rapidamente. Non possiamo perdere tempo, spero che si arrivi ad un accordo entro l’estate. Ma serve un compromesso”. Dopo Merkel ha preso la parola il presidente del Consiglio Ue Charles Michel: “Resta tanto lavoro”, ha detto. “Gli Stati membri siano decisi a collaborare di più”. Intanto proprio oggi i Paesi cosiddetti frugali (Olanda, Danimarca, Paesi Bassi e Svezia) si sono incontrati in una videoconferenza per preparare il loro fronte: “È stato bello parlare con i miei colleghi”, ha scritto su Twitter il cancelliere austriaco Sebastian Kurz.

Sono almeno due le partite che si giocano in contemporanea. La prima è naturalmente a Bruxelles, dove il 17-18 luglio si terrà uno dei negoziati decisivi nella sede del consiglio europeo. La seconda è invece quella che stanno provando a giocare gli Stati del Sud (ma non solo, come ci ha tenuto a specificare Conte). Anche per questo l’incontro tra Sanchez e Conte alla Moncloa ha avuto un significato simbolico importante. I due leader, insieme hanno anche affrontato il delicato capitolo del Mes. Rispondendo infatti alle domande sul ricorso al cosiddetto fondo Salva-Stati il premier spagnolo ha detto di “non sapere se verrà richiesto l’accesso”, ma “che non c’è da vergognarsi” se fosse necessario utilizzarlo. Mentre secondo Conte è “ideologico dire ora se lo prenderemo o meno”. I due leader hanno quindi ribadito il sostegno alla candidatura di Nadia Calvino per l’Eurogruppo, un nome che viene appoggiato dall’asse Spagna-Italia-Portogallo.

Merkel apre il semestre Ue a guida tedesca: “Gli euroscettici vogliono sfruttare la crisi ai loro fini” – Poco dopo il bilaterale tra Spagna e Italia, Angela Merkel ha preso la parola nella plenaria del Parlamento Ue a Bruxelles, inaugurando il semestre Ue a guida tedesca. “Non dobbiamo essere ingenui”, ha detto. “In molti Stati membri, gli euroscettici stanno aspettando, per sfruttare la crisi ai loro fini. Dobbiamo dimostrare il valore aggiunto della cooperazione a livello europeo, dobbiamo dimostrare che il ritorno al nazionalismo ci renderebbe tutti” più deboli. “Possiamo fare progressi solo se proteggiamo insieme l’Europa”. Per questo, anche secondo la cancelliera tedesca, diventa fondamentale accelerare sui tempi: “L’obiettivo comune è trovare un’intesa rapidamente” sul Recovery fund “perché tutti abbiamo un monito davanti agli occhi: l’abisso della crisi economica, non possiamo perdere tempo, spero che si arrivi ad un accordo entro l’estate, ma serve un compromesso”, ha concluso ricordando che “tutti sono chiamati a mettersi nei panni nell’altro”.

Merkel ha quindi ribadito come non sia responsabilità dei singoli Stati quanto avvenuto in Europa: “Questa crisi non è stata causata dai Paesi, ma dal virus che ci è caduto sulla testa e ha toccato i Paesi in modo differenziato. Quando succede una cosa così servono interventi molto diversi” dai soliti. “La nostra economia europea è stata fortemente scossa, milioni di posti di lavoro si sono persi, i cittadini hanno vissuto la paura della propria sopravvivenza economica e ora hanno bisogno del nostro sostegno”.

Conte: “La tragica esperienza del covid ha unito i nostri Paesi” – Il premier Conte, come già fatto nell’incontro con Costa, ha ribadito la posizione dell’Italia e le richieste perché la risposta dell’Ue sia forte e consistente. “Questa è la seconda tappa di questo tour nelle capitali europee prima del Consiglio Ue”, ha detto. “La tragica esperienza del coronavirus ha unito ancora di più i nostri Paesi, ha rafforzato la nostra convinzione che bisogna lavorare in sintonia”. Per questo, è la convinzione di Conte, “dobbiamo osare, non possiamo essere indulgenti. Qui è in gioco il mercato unico, senza una risposta forte e coordinata Ue lo distruggeremmo, distruggeremmo le catene di valore europee. Ecco perché l’Europa deve agire unita. Dobbiamo finalizzare il pacchetto di risposte già entro la fine di questo mese”. Nel merito dei Paesi “frugali” che invece sono contrari a questa via, ha detto: “Se qualcuno esprime dei distinguo questo è legittimo ma ciò non significa che vada raggiunto un compromesso tra 27, significa elaborare una risposta che non serve a nessuno. L’Ue deve esprimere una decisione politica elevata. E sono convinto che questo assunto dovrà essere condiviso da tutti”. Sulla proposta della commissione, ha detto Conte, “non possiamo indietreggiare”. E i piani per il futuro vanno fatti, considerando che molti interventi sono già stati messi in atto: “Dobbiamo affrontare questa nuova fase della pandemia consapevoli che siamo più preparati. Anche noi abbiamo potenziato, come la Spagna, la risposta del sistema sanitario. Abbiamo fatto milioni di controlli, abbiamo lavorato ad un piano di monitoraggio molto sofisticato“. Credo l’’Italia “Non sia più nella condizione di poter prefigurare una chiusura delle attività”. Infine Conte ha annunciato che sarà organizzato un “un vertice intergovernativo” tra Italia e Spagna “il prima possibile, anche prima di quest’anno”.

Sanchez: “Ringrazio Conte per essere stato a Madrid e per condividere la visione sull’Europa” – Sanchez, intervenendo nella conferenza stampa congiunta, ha ribadito l’unità di visione con il presidente del Consiglio italiano. “Ringrazio Conte per essere stato a Madrid”, ha detto, “e grazie per condividere la visione che l’Europa deve dare per fronteggiare questa sfida” dopo la pandemia. Il premier spagnolo ha sottolineato che “la ripresa, il rilancio, l’unità, sono parti della stessa moneta”. E “senza programmi di recupero non può esserci ripresa”. E ha quindi auspicato che una soluzione in questo senso venga adottata nel prossimo Consiglio europeo. Per quanto riguarda l’accesso al Mes, ha dichiarato: “Non dico che lo utilizzeremo, ma non possiamo sottovalutare la gravità della pandemia“. Sul Mes Sanchez ha allo stesso tempo sottolineato che “non ha nessun senso avere degli strumenti e avere vergogna nell’utilizzarli. Stiamo parlando di uno strumento senza limiti, che riguarda la spesa sanitaria per proteggere le vite”. Sanchez ha aggiunto: “Auspico che non avremo bisogno di usarlo, vorrebbe dire che la pandemia è sotto controllo. Tutto dipende dall’andamento della pandemia, che per ora è piuttosto controllata in Europa”.

Le interviste incrociate prima del bilaterale: Sanchez al Corriere della sera, Conte a La Vanguardia – Poco prima del faccia a faccia, i due leader hanno parlato ai quotidiani dei rispettivi Paesi. “Dopo la risposta “titanica” dei due paesi al coronavirus, ora serve una “alleanza”, un patto tra Italia e Spagna che è “necessario” e “può portare grandi frutti all’Europa“, ha detto Sanchez parlando al Corriere della sera e per la prima volta esplicitando la necessità di un asse tra “due popoli fratelli, mediterranei, europeisti”, che ha come primo obiettivo l’accordo sul Recovery fund da raggiungere entro luglio. Per quanto riguarda il Mes, Sanchez è stato ancora più netto che in conferenza stampa: “Madrid ha un accesso adeguato al credito, quindi per ora non vediamo la necessità di ricorrere al Mes”. L’accordo sul Recovery fund, quindi, si può e si deve fare entro luglio: “Non possiamo aspettare oltre. Gli obiettivi sono tre: l’accordo va chiuso entro questo mese, non dobbiamo diminuire la dimensione del Recovery Fund e il rapporto tra la parte a fondo perduto e quella a debito”. Inoltre “occorre far arrivare le risorse in fretta e per un arco di tempo lungo, per rendere strutturale la ripresa economica”. “È storico il momento che stiamo vivendo. Se falliamo, i nostri stessi popoli ci presenteranno il conto. Se riusciamo, possiamo fare un balzo in avanti nella costruzione europea”, verso gli Stati Uniti d’Europa.

Conte dal canto suo, parlando con la Vanguardia ha detto: “Paesi come Portogallo, Italia e Spagna possono esercitare in questo momento una importante influenza per realizzare una politica europea di ripresa che non sacrifichi il mercato unico“. Al premier olandese Mark Rutte, uno dei principali nemici dell’attuale Recovery Fund, “ho risposto pubblicamente che l’Italia saprà alzarsi da sola“. “Con la stessa sincerità – ha concluso Conte – ho ricordato a Rutte che i Paesi Bassi devono contribuire ad una soluzione rapida, perché è in gioco il Mercato unico, dal quale l’Olanda trae importanti benefici“.

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