Dopo cinque giorni consecutivi di aumenti, calano leggermente i nuovi casi di coronavirus in Italia: 192, contro i 235 di ieri. Un dato che però va letto tenendo conto della netta diminuzione del numero dei tamponi: 37.462 di oggi contro i 51.011 delle 24 ore precedenti. Scendono anche drasticamente le vittime: sette, di cui una in Emilia Romagna e le altre in Lombardia. È il dato più basso dal 29 giugno scorso, quando i deceduti sono stati sei. “Il virus circola ancora – avverte il ministro della Salute Speranza – Finché sarà così, non potremo considerare il pericolo alle spalle. Per questo, su ogni atto, seguo il principio della massima prudenza”. Ora tutta l’attenzione è concentrata sui ‘casi di ritorno‘, importati dai Paesi esteri dove l’epidemia non è sotto controllo, che poi danno origine a focolai interni, come quello di Vicenza, dove un uomo ha rifiutato il ricovero e non ha rispettato l’isolamento, contagiando altre persone. Il governatore e il ministro Speranza hanno discusso l’eventuale obbligo dei trattamenti sanitari, mentre il ministro Boccia ricorda la “totale autonomia” delle Regioni nelle misure da attuare per il contenimento dei focolai.

I dati di oggi – Secondo i dati diffusi oggi dal ministero della Salute, sono 8 le Regioni con zero nuovi malati in 24 ore, a cui si aggiunge la Provincia autonoma di Trento. In quasi tutto il Sud – Molise, Puglia, Sicilia, Calabria e Basilicata – non si segnalano contagi. L’elenco si completa con Umbria, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta. Nelle ultime 24 ore si contano 164 guariti, ma aumentano leggermente i ricoverati con sintomi (945 contro i 940 di ieri) e pazienti in terapia intensiva (74, +3). Negli altri reparti ospedalieri in tutta Italia sono complessivamente ricoverati con sintomi 945 pazienti, cinque più di ieri, mentre quelli in isolamento domiciliare sono scesi sotto i quattordicimila e sono oggi 13.623, 13 in più nelle ultime 24 ore. Prematuro, concordano gli esperti, abbassare la guardia. “Ho il terrore – afferma ancora Speranza – di vanificare gli enormi sforzi fatti durante il lockdown”.

Casi importati – In molti dei nuovi casi c’è un comun denominatore: il virus è di rientro, contratto all’estero e ‘trasportato’ in Italia. Si tratta di persone positive, soprattutto lavoratori stranieri, che fanno rientro il più delle volte da paesi extra Schengen dove l’epidemia non è sotto controllo. Un campanello d’allarme che ha costretto ai ripari, con il governatore della Toscana Enrico Rossi che ha stabilito il ricovero obbligatorio nei Covid hotel per i contagiati che vivono nel sovraffollamento, e da domani a Roma partono i tamponi a tappeto per la comunità del Bangladesh dove il virus dilaga. Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti chiede tamponi negli aeroporti per i voli da paesi ad alto rischio.

Nuovi focolai e tso obbligatorio – Dopo il caso dell’imprenditore veneto ricoverato a Vicenza in condizioni gravi dopo aver in un primo tempo rifiutato le cure nonostante evidenti sintomi di Covid, anche il ministro della Salute Roberto Speranza – sollecitato dal governatore Luca Zaia – sta riflettendo sui trattamenti sanitari obbligatori. Per ora le norme anticontagio puniscono chi non rispetta la quarantena o diffonde il virus, non chi rifiuta di curarsi. “Le reti sanitarie rafforzate – aggiunge il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia – oggi sono in grado di contenere il contagio anche di nuovi focolai. Il meccanismo è rodato e funziona. Le leggi ci sono, vanno solo applicate. Quando c’è un focolaio, le Regioni in totale autonomia possono intervenire per attuare tutte le restrizioni possibili”.

I dati complessivi – Il numero dei casi di coronavirus registrati dall’inizio dell’epidemia è di 241.611 persone. Un dato elaborato sulla base di 5.638.288 tamponi effettuati in totale. I morti sono 34.861, mentre i dimessi e guariti salgono a 192.108.

Lombardia – Nella Regione si registrano 98 i nuovi casi di coronavirus, pari al 51,04% del totale nazionale di oggi e 6 deceduti (sui 7 nazionali) nelle ultime 24 ore. In totale le vittime sono 16.697 dall’inizio dell’emergenza. “I ‘protocolli Anticovid’, messi in atto dall’Ats Valpadana in collaborazione con medici di base, medici del lavoro e aziende, hanno permesso di soffocare 6 focolai prima ancora che si propagassero – afferma l’assessore al welfare Gallera in una nota – con 1500 tamponi eseguiti, 70 persone positive di cui 58 residenti sul territorio lombardo, 54 in Provincia di Mantova e 4 in Provincia di Cremona”.

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