Gli occhi spiritati di Schillaci per un rigore non dato. La serpentina di Baggio contro la Cecoslovacchia. Le feste in piazza dopo le vittorie azzurre. Notti magiche prima della serata tragica. Napoli divisa. Maradona e Caniggia e Goycochea. Poi l’uscita sbagliata di Zenga e la delusione, forse la più grande di sempre, per l’eliminazione in semifinale. Sono le immagini di copertina di un ipotetico libro dal retrogusto amaro. Titolo possibile: ‘Mondiali Italia ’90, storia di un’occasione persa’. Perché l’eredità del torneo non si misura con il misero terzo posto della nazionale di Vicini. Il flop fu soprattutto organizzativo: tra costi esplosi e ritardi, le opere realizzate (almeno quelle che non sono state abbattute) erano e restano l’emblema dello spreco. Eppure fu un’edizione epocale, anche e soprattutto dal punto di vista sociale e geopolitico. A trent’anni esatti da allora, raccontiamo – a modo nostro – l’Italia, l’Europa e il mondo di quei giorni. Le storie, i protagonisti, gli aneddoti. Di ciò che era, di cosa è restato. (p.g.c.)

Dopo aver sconfitto Germania e Argentina, nella finale di Roma l’Italia di Azeglio Vicini batte l’Olanda di uno stanco Gullit, vincendo così il Mondiale organizzato in casa. È il momento di festeggiare, dopo mesi di attesa e tensione. Purtroppo però questa è soltanto la trama del film hard dal titolo “Cicciolina e Moana Mondiali”, proiettato nei cinema a luci rosse nelle settimane appena precedenti a Italia 90. Una trama semplice, ma meno di quanto uno si possa aspettare da questo tipo di film.

Nella scena iniziale, che si può recuperare anche su Youtube, uno yuppie con la r moscia e il ciuffo sulla fronte, un personaggio ispirato a Luca Cordero di Montezemolo, allora presidente del Comitato organizzatore locale, ha un’idea geniale. Per vincere il Mondiale la Nazionale italiana dovrà affrontare gli avversari con il loro miglior calciatore già sfiancato al fischio d’inizio. Ci penseranno Cicciolina e Moana Pozzi con la loro arte amatoria. La prima “vittima” è nel ritiro tedesco e si chiama Kataklinsmann, poi è il turno di Maradona e infine prima della finale tocca a Gullit. L’Italia è campione del mondo, un motivo in più per festeggiare nella maniera più consona a chiudere una pellicola di questo genere.

Tanto tanto sesso, ma non solo. Nel film appare anche un sosia di Aldo Biscardi, alla conduzione di una trasmissione che si chiama ovviamente ProSesso. Nell’ora abbondante del porno appaiono anche spezzoni d’archivio di calcio giocato. Va detto che alla vigilia una finale tra Italia e Olanda, che due anni prima aveva vinto l’Europeo, non era fantascienza ma un pronostico da fini intenditori.

Se ora qualche spettatore ricorda di aver visto, magari a tarda ora nelle tv locali, “Mundial Sex – Cicciolina e Moana ai Mondiali” non è un altro film, la distribuzione ha soltanto cambiato il titolo per il mercato della videocassetta. Affiancato da Riccardo Schicchi, il regista della pellicola è Jim Reynolds alias Mario Bianchi, una lunga carriera cinematografica non solo in questo genere. Difficile ricostruire la sua carriera dietro alla macchina da presa. Troppi gli pseudonimi utilizzati. Ron Jeremy è invece la star maschile del film, corporatura simile a Maradona, interpreta proprio il numero dieci argentino. Aveva già una decina d’anni di servizio, oggi conta più di duemila film porno realizzati. Se non è un record di presenze, poco ci manca.

Moana Pozzi allora ha 29 anni, nel film viene stranamente doppiata e tra le due protagoniste è la meno conosciuta. Almeno al grande pubblico. La trentanovenne Staller è da tre anni in Parlamento, dove è stata eletta con il Partito Radicale (solo Marco Pannella ha avuto più preferenze nella lista). Le due, insieme a Riccardo Schicchi, fonderanno due anni dopo il Partito dell’Amore. Qualche tempo prima Moana ha avuto una storia con Marco Tardelli (confermata anche dall’autobiografia del calciatore) e con Falcao.

Un anno dopo a Bari, nello stadio progettato da Renzo Piano e costruito proprio per il Mondiale, riappare Cicciolina in un campo da calcio. Va in scena la finale di Coppa dei Campioni tra Marsiglia e Stella Rossa di Belgrado. Sacchi, Trapattoni e Boniperti si apprestano a vedere una partita noiosa. Non distante da loro c’è proprio lei, da poco sposata con l’artista americano Jeff Koons. L’attrice porno e parlamentare della Repubblica italiana è stata appena scortata in tribuna autorità.

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