Aggredita e picchiata a sangue ieri da un gruppo di sconosciute, arrestata oggi con la sola colpa di voler denunciare quell’episodio. Martedì pomeriggio, pochi minuti dopo le 14, Sanaa Seif, giovane attivista egiziana, è stata prelevata davanti alla sede della Procura generale a el-Rehab, nell’area di New Cairo, buttata dentro un furgone bianco che poi si è allontanato in gran fretta. Sanaa si trovava in compagnia della madre Laila e della sorella Mona, oltre che del loro avvocato, per denunciare l’episodio avvenuto la mattina precedente, mentre davanti al carcere di Tora continuavano a manifestare, come fanno da giorni, per chiedere la liberazione del fratello, Alaa Abdel Fattah. In un video postato quasi in diretta sui social da Mona Seif tutta la drammaticità dell’episodio, avvenuto in pieno giorno e davanti a tanta gente. Vibrante la reazione delle organizzazioni dei diritti umani: “Chiediamo alle autorità di avere informazioni su dove si trovi Sanaa Seif e di farla tornare a casa al più presto, oltre a mettere in atto una investigazione imparziale sui fatti del carcere di Tora”, chiede attraverso una nota la Commissione egiziana per i diritti e le libertà (Ecrf).
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