Partigiano, imprenditore dei mattoni e delle porcellane, amministratore locale democristiano dopo la Seconda guerra mondiale, prestato dopo cinquant’anni al centrosinistra per cercare di fermare l’ascesa di Giancarlo Gentilini. Un uomo d’altri tempi, l’ingegnere Aldo Tognana, all’anagrafe il nome era Clarimbaldo, morto a Treviso all’età di 100 anni.

Il suo nome è legato soprattutto all’azienda produttrice di porcellane e stoviglie, uno dei piccoli grandi miracoli del Nordest produttivo. Perfino l’ex sindaco leghista, che di primavere ne ha compiute 90 e che lo sconfisse alle elezioni comunali del 1994, ne tesse l’elogio: “La città perde un interprete autentico della trevigianità, un imprenditore all’antica, sempre vicino alle sue maestranze – ha detto Gentilini – La nostra è stata una amicizia che non ha risentito delle divisioni politiche, era una politica diversa, fatta per idee e valori e non per il potere. E le differenze finivano lì, davanti a un calice di vino bevuto all’osteria”.

Apparteneva a una famiglia di origine svizzera, che era arrivata a Treviso dalla Valtellina nella prima metà del Settecento per produrre argille e mattoni. Nato nel 1920, Tognana si è laureato a 22 anni in Ingegneria civile a Padova. Durante il conflitto mondiale è stato un fiero oppositore del regime nazi-fascista. Quando fu siglato l’armistrizio, l’8 settembre del 1943, era sottotenente in licenza a casa.

Non ebbe titubanze. Si mise a capo della brigata partigiana “Treviso” combattendo la guerra di liberazione. Quando i tedeschi fuggirono e i fascisti si arresero, fu il primo ad entrare nella Treviso liberata e divenne comandante della “Piazza” in città. Nel 1946 fondò, insieme al fratello Alessandro, la Ceramica Tognana, che cominciò a produrre stoviglie da tavola e che divenne il nucleo originario di quella che sarebbe poi stata la Tognana Porcellane Spa. In quello stesso anno aveva sposato Linda Balestreri, la fidanzata che cercò con il cuore in ansia e in sella a una bicicletta, come raccontava, tra le macerie di Treviso devastata dai bombardamenti dell’aprile 1944.

Del primo consiglio comunale di Treviso faceva parte anche lui, eletto con la Democrazia Cristiana. Un moderato, un imprenditore cattolico, che assunse anche incarichi di rappresentanza in Confindustria, con la presidenza provinciale dal 1976 al 1981. Nel 1994 venne messo in pista dal centrosinistra che cercava di fermare, appellandosi all’elettorato moderato, l’avanzata della Lega che aveva trovato in Giancarlo Gentilini, l’avvocato di Cassamarca, il candidato ideale per marcare la conquista del primo capoluogo di provincia del Veneto. Tognana accettò, a distanza di tanti anni dalla sua prima esperienza in consiglio comunale, raggiunse il ballottaggio ma venne sconfitto.

La sua azienda arrivò ad avere 1.500 dipendenti a a produrre 5 milioni di pezzi al mese. Grande appassionato di ciclismo, Tognana era riuscito a portare nel 1985 a Treviso i campionati mondiali delle due ruote. Per alcuni anni è stato anche presidente della Società Editrice Padana, che pubblicava il quotidiano triveneto Il Gazzettino, nel periodo in cui il pacchetto azionario era in mano a un gruppo di imprenditori veneti. Cavaliere del lavoro dal 1983, Tognana è stato anche insignito della medaglia della Liberazione per il contributo dato alla guerra partigiana.

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