È polemica in Francia dopo quattro notti consecutive di violenti scontri urbani a Digione, città della Borgogna. Ieri sera, riferiscono i media francesi, la polizia è intervenuta nuovamente per disperdere un gruppo di un centinaio di uomini dal volto coperto, armati di sbarre di ferro, che volevano difendere il territorio dalle spedizioni punitive della comunità cecena, nel quartiere di Gresilles. Il ministro dell’Interno, Christophe Castaner, ha parlato di violenze “inammissibili” e il sottosegretario Laurent Nunez è atteso oggi in città. Nelle immagini, alcuni momenti di tensione e scontri nella città francese.

Intanto l’opposizione di destra accusa il governo di debolezza. “È quasi un teatro di guerra”, ha tuonato il deputato di Les Republicains, Eric Ciotti, parlando di una “politica lassista d’immigrazione” dato che, ha affermato, la maggior parte dei ceceni fermati sono richiedenti asilo. “Il nostro Paese precipita nel caos! Che fa Christophe Castaner? Ci sono bande che si lanciano in guerre etniche, armi in pugno”, ha twittato Marine le Pen, leader del partito di estrema destra Rassemblement National, che ha annunciato una conferenza stampa questo pomeriggio a Digione. Anche il leader della sinistra radicale Jean Luc Melenchon deplora “l’inaccettabile caos a Digione”, chiedendo su Twitter di “sciogliere le bande armate e disarmare le gang”. Gli scontri sono cominciato venerdì sera e avrebbero avuto origine nel pestaggio, lo scorso 10 giugno, di un sedicenne ceceno per una questione di droga. Picchiato da trafficanti nordafricani il giovane è stato ricoverato in gravi condizioni, mentre sul web sono partiti appelli alla vendetta in seno alla comunità cecena in Francia. Alcuni video mostrano uomini con il volto coperto che impugnano fucili Ak47 sparando in aria.

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