“Con la delibera di oggi riprendiamo la riapertura delle Rsa con delle regole molto rigide: nessun positivo verrà collocato all’interno di una Rsa e verrà invece messo in una struttura sanitaria“. L’assessore lombardo alla Sanità Giulio Gallera ha così anticipato l’intenzione della giunta regionale di far riprendere i ricoveri ordinari nelle residenze sanitarie assistite per anziani che erano stati sospesi durante l’emergenza Covid, mentre erano stati sollecitati quelli straordinari di pazienti convid non acuti dimessi dagli ospedali.

Nessun ripensamento, però, rispetto a quella decisione che potrebbe essere stata uno degli arieti del virus nelle struttre per anziani, dove si è consumata una vera e propria strage. “La delibera dell’8 marzo aveva un approccio diverso, è stata fondamentale e ci ha consentito di arginare la diffusione del virus, di dare delle risposte e di liberare posti letto negli ospedali. Quindi è stata assolutamente una mossa corretta“, sostiene Gallera.

“I pazienti sono stati ospitati in 18 case di riposo su 709. Il problema non viene da quello, ma dire il contrario è una finta verità facile da smerciare. Del resto, il 17 aprile l’Iss ha proprio previsto che siano realizzate unità Covid dentro le Rsa”, è invece la difesa del governatore Attilio Fontana che ha così parlato al Corriere della Sera.

Quanto alla delibera odierna, “a qualunque anziano che vorrà entrare in una Rsa, verrà fatto a domicilio sia il test sierologico che il tampone”, ha detto Gallera. Inoltre “ci sono alcune regole che ha previsto l’Iss come il Covid manager, la formazione del personale e l’attenzione alle protezioni necessarie, che noi scriviamo proprio perché siano luoghi in cui vengano preservate d’ora in poi le condizioni”.

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