Da Roma a Firenze, da Milano a Bologna, da Genova a Napoli fino a Torino. Insegnanti, studenti, genitori, educatrici sono scesi in piazza sabato pomeriggio per chiedere l’”apertura delle scuole in presenza e in continuità da settembre”. Le manifestazioni sono state organizzate in 16 città italiane dal comitato “Priorità alla scuola“. “In oltre 350 hanno manifestato a Roma, 500 a Napoli e 200 a Faenza” spiegano dal Comitato. “L’istruzione è un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione italiana, la scuola deve riaprire in sicurezza dando priorità alla didattica in presenza – sottolinea il comitato – A settembre, a ben sei mesi dalla chiusura, non si potrà più parlare di emergenza. La ‘didattica a distanza’ è la didattica dell’emergenza, non è possibile proporla come soluzione per il nuovo anno scolastico 20/21”.

“Le proposte che arrivano in questi giorni sono preoccupanti – spiega un’insegnante di Roma – La didattica a distanza lascia indietro gli studenti demotivati o con difficoltà di apprendimento”. Della stessa idea i manifestanti di Milano che ammettono di “non sapere nulla di sanità”, ma sostengono che “l’istruzione è un diritto fondamentale“. “Hanno cento giorni da qui a settembre per organizzare le scuole e metterle in sicurezza”, insistono. Anche a Torino la voce è forte e chiara: “Quello che vogliono fare a settembre deve essere sicuro fin da ora”.

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