Il primo assessore della Lega in Sicilia è stato iscritto alla massoneria. Dopo giorni di voci è lo stesso Alberto Samonà ad ammetterlo, durante due interviste rilasciate al quotidiano La Sicilia e all’edizione locale di Repubblica. “Sì, sono stato iscritto alla massoneria. Ma adesso non lo sono più da tempo“, dice il nuovo assessore ai Beni culturali dell’isola. Più volte incalzato sul punto, nei giorni scorsi il leghista aveva escluso di essere un massone. Adesso, però, il nuovo assessore di Nello Musumeci ha confermato di aver fatto parte del Grande Oriente d’Italia. “Il mio – prosegue Samonà – era un interesse puramente culturale e legato agli studi sulla metafisica e la spiritualità che coltivo da sempre e non hanno niente a che vedere con la politica. Non ne faccio più parte da molto prima di entrare nella Lega. È una storia chiusa da tempo. Per questo confermo che non sono iscritto ad alcuna loggia e ad alcuna massoneria“. Dal Goi fanno sapere che lo considerano “in sonno” e per loro non “deve quindi dichiarare più nulla”

Su Samonà, però, si è scatenata la bufera. Ad attaccarlo, ieri, è stato tra gli altri il Presidente della Commissione antimafia dell’Assemblea regionale siciliana, Claudio Fava, che gli ha chiesto esplicitamente, di dire pubblicamente se è iscritto a una loggia massonica, come prevede il regolamento della Regione per tutti i deputati regionali e assessori, anche se non eletti. E alla fine Samonà ha ammesso: in passato ha fatto parte del Goi. Il neo assessore è finito tra le polemiche anche per alcuni post su facebook (uno dei suoi profili è stato cancellato dopo la nomina, pare su invito dello stesso Musumeci). “Buon viaggio comandante“, ha scritto Samonà nel giorno della morte di Stefano Delle Chiaie. Sui social il neo assessore ha dimostrato anche di non apprezzare Sergio Mattarella, quando il capo dello Stato ha definito un valore l’antifascismo.

Giornalista, appassionato di filosofia orientale, componente del cda della Fondazione Piccolo di Calanovella, Samonà condivide con Musumeci le origini politiche: è cresciuto, infatti, nel Fronte della Gioventù. Poi si è avvicinato ai grillini, candidandosi alle politiche del 2018 e ottenendo un posto blindato in lista al Senato. Lista dalla quale Samonà fu escluso alla vigilia, pare, per la sua eccessiva vicinanza allo stesso Musumeci. Dopo l’esclusione Samonà fece causa a Luigi Di Maio, lamentando un presunto danno d’immagine. Quindi si avvicinò alla Lega, senza perdere di vista i suoi riferimenti a destra. La massoneria, invece, a quanto pare è solo un ricordo.

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