Centri di accoglienza pieni e la nave per la quarantena che non può arrivare per via delle condizioni meteo avverse: così, dopo una notte passata all’aperto, sul molo, alcune decine migranti sbarcati a Lampedusa sono stati accolti nella Casa delle Fraternità, soprattutto donne e bambini. Oggi si attendono i traghetti di linea con cui i primi a essere sbarcati verranno trasferiti in una struttura di Ragusa. Ma il sindaco, Salvatore Martello, ha ribadito la necessità che il governo “dia seguito alla nostra richiesta di collocare una nave di fronte la nostra isola per l’assistenza ai migranti, indispensabile per mantenere condizioni di sicurezza sanitaria e sociale sull’isola e per poter tutelare la salute degli stessi migranti”, per evitare situazioni di questo tipo in futuro.

In totale sono più di cento le persone sbarcate nel fine settimana: 67 sabato, recuperati a 12 miglia dalla costa, e raggiunti poco dopo da altre 9 persone, arrivate autonomamente dalla Tunisia. Poi altri 44, sbarcati domenica, che verranno trasferiti solo domani. I migranti hanno passato la notte tra sabato e domenica sul molo Favaloro, in tenda. “Dal momento che il Centro di accoglienza dell’isola è pieno, e che la nave di linea non è arrivata a causa delle cattive condizioni del mare, i migranti sono stati fatti rimanere nell’area del Molo Favaloro”, ha spiegato il sindaco. Il traghetto che li avrebbe dovuti condurre a Porto Empedocle, infatti, ha annullato la corsa. “Grazie alla disponibilità dei Vigili del Fuoco, ho fatto installare al Molo la tenda che era al Poliambulatorio e che al momento non era utilizzata, per poter dare riparo ai migranti in attesa che domani arrivi la nave di linea per effettuare il trasferimento”, ha aggiunto Martello.

I migranti non possono andare al centro d’accoglienza, dove ci sono già 110 ospiti, arrivati in due riprese. Per via dell’emergenza Covid-19, gli attuali ospiti non possono né uscire né esser trasferiti: devono restare in isolamento fino al test del tampone per verificare l’eventuale positività al virus. Test che non è stato ancora effettuato.

La struttura che ha accolto parte delle persone sbarcate è gestita dal parroco dell’isola, Carmelo La Magra, che commenta: “Ancora una volta, come se fosse un imprevisto, come se non fosse mai accaduto, una settantina di esseri umani hanno passato la notte ‘in quarantena’ sul molo. Continuiamo tutti a dire che Lampedusa non ha le strutture adatte in questa circostanza ma nulla cambia. Come ci siamo ridotti? Quasi non ci facciamo caso, come sacchi della spazzatura. Chi può intervenire e non lo sta facendo è colpevole”.

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