Non utilizzare solo le audio-guide come proposto dal ministro per i Beni e le Attività culturali Dario Franceschini, ma anche e soprattutto le persone ‘’in carne ed ossa’’, puntare sui piccoli musei e aprirli in orari differenti, magari anche la sera. Sono alcune delle proposte promosse da Isabella Ruggiero, presidente nazionale di AGTA, l’associazione delle guide turistiche abilitate, in vista della riapertura di alcuni musei e siti archeologici annunciata per il prossimo 18 maggio dal numero uno del Mibact, che lancia anche un allarme. “Il ministero continua a dire che bisogna puntare sul turismo italiano – dichiara al Fattoquotidiano.it – ma in una città come Roma è molto meno del 50%, quindi purtroppo il 90% delle guide rimarrà senza lavoro per più di un anno, fino alla primavera del 2021″.

Nella capitale sono oltre 3000 le guide turistiche, principalmente donne e quasi tutte libere professioniste a partita Iva o ritenuta d’acconto. A queste, tutte abilitate, si aggiungono gli operatori didattici in attesa del concorso per ottenere il patentino, ma che fino all’emergenza Covid-19, lavoravano sul territorio. Un gran numero di persone rimasto a casa e che, a oggi, vede la cosiddetta fase 2 allontanarsi sempre di più, anche per la natura stagionale del proprio lavoro, che si concentra soprattutto da marzo ad ottobre. “Come ho vissuto questi due mesi di stop? – dice Francesca Di Marzo, storica dell’arte e guida turistica dal 2010 – in maniera altalenante. A livello economico è stato molto grave, perché come molti colleghi, dopo i mesi invernali puntavo sugli introiti di questo inizio di alta stagione’’. Stesso disagio vissuto anche da Rossella Ottaviani: “Io sono guida dal 2013 e sono specializzata nei tour con i bambini – racconta – il mio compagno è guida ambientale e quindi per noi le entrate si sono azzerate. Essendo noi liberi professionisti ora avremo anche le tasse da pagare, con soldi che però al momento non abbiamo”.

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