Continua la caduta della Lega nei sondaggi. Anche questa settimana il partito di Matteo Salvini perde terreno: secondo la rilevazione condotta da Ixè per il programma della Rai Cartabianca il Carroccio è al 25,6%. La scorsa settimana era al 25,9. Più in generale dopo più di sei mesi di erosioni la Lega ha perso praticamente nove punti rispetto al 34% preso alle elezioni europee.

Restando nell’area di centrodestra, mostra un calo anche Fratelli d’Italia che al 12%, mezzo punto in meno rispetto alla scorsa settimana ma quasi il doppio rispetto al voto per l’Europarlamento. Piccola ripresa per Forza Italia che passa dal 7,7 al 7,9%: il partito di Silvio Berlusconi ha comunque recuperato due punti in due mesi. Nell’area di Governo, sono stabili i due principali partiti, col Pd al 22,9 e il M5S al 16,4, e questa settimana guadagna un punto Italia Viva: era all’1,9% ora è al 2,9%. La Sinistra è sempre avanti al partito dell’ex premier col 3,2%. Al momento, dunque, la maggioranza che sostiene l’esecutivo avrebbe lo stesso consenso dell’opposizione di centrodestra.

Diversa la situazione sul fronte dei leader, classifica sempre guidata dal premier Giuseppe Conte, stabile al 60% di fiducia. Segue con quasi la metà del consenso – il 35% – Giorgia Meloni. Poi Matteo Salvini al 31%, Nicola Zingaretti al 28%, Luigi Di Maio al 26% e Silvio Berlusconi al 24%. Ultimo Matteo Renzi con 12 punti, 48 in meno del presidente del consiglio. Sia Salvini che Meloni, i volti dell’opposizione, hanno perso tra i due e i tre punti nelle ultime settimane. Conte, invece, ha guadagnato 21 punti durante l’emergenza: a febbraio godeva della fiducia del 39% degli intervistati. In precedenza il record risale al giuramento da premier del giugno 2018 col 48% del consenso.

L’epidemia ha fatto crescere anche la fiducia del governo Conte 2, sostenuto da Pd e M5s: il 57% degli intervistati si fida dell’esecutivo, il 18 febbraio era solo il 35. Merito di quel 60% che giudica in modo positivo l’operato del governo durante l’emergenza. Attenzione però: il 31 marzo a promuovere l’esecutivo durante la pandemia era il 74% degli intervistati. In tre settimane, dunque, il 14% ha cambiato idea. Una variazione simile si registra sulle misure economiche prese dal Governo per contrastrare l’emergenza: sono efficaci per il 41%, ma lo stesso dato rilevato il 7 aprile era superiore di undici punti.

Eppure il 72% è favorevole alla fase 2 annunciata dal 4 maggio, nonostante il 62% sia consapevole che sostanzialmente non cambierò poi molto rispetto al lockdown. Per il 46% il governo dovrebbe permettere sia gli spostamenti delle persone che il riavvio delle attività produttive. Il 40% dà prorità alla riapertura delle aziende, mentre solo per il 9 sono più importanti gli spostamenti. La maggioranza – cioè il 54% – è poi convinta di aver già messo alle spalle la fase peggiore dell’emergenza.

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