Come fa un grande gruppo americano a vendere prodotti in Europa pagando zero tasse o quasi? Semplice, se sai come fare: basta passare per l’Olanda. Philip Laroma Jezzi, il ricercatore italo inglese che con la sua denuncia, nel 2017, ha dato avvio all’indagine sulla concorsopoli universitaria di Firenze, spiega in questo video uno dei meccanismi più utilizzati, il “Dutch Sandwich with Double Irish”. “La società americana vende la proprietà intellettuale a una società irlandese che però, essendo amministrata dalle Bermuda, è considerata residente lì, e le Bermuda sono un paradiso fiscale. Poi la proprietà intellettuale viene data in concessione a società olandese. La irlandese ridà in concessione la stessa proprietà a un’altra totalmente irlandese, ma stavolta anche residente in Irlanda”. A quel punto la proprietà intellettuale viene data in concessione alle varie società che vendono il prodotto finale nei diversi mercati. I consumatori comprano, pagano e le società incassano il ricavo.

“Ma il ricavo non viene tassato perché le società hanno dei costi: devono pagare una royalty alle irlandesi per l’uso della proprietà intellettuale. La irlandese riceve le royalty, che sarebbero tassabili in Irlanda al 12,5%.. ma a sua volta deve pagare royalty alla società olandese quindi l’imponibile diventa quasi zero. La olandese anch’essa deve pagare royalty alla società alle Bermuda e qui l‘imposizione è zero. L’Olanda per propria scelta non applica alcuna ritenuta, nonostante la royalty vada alle Bermuda. Ecco perché è il fulcro di questo schema: Amsterdam non applica la ritenuta in uscita nel momento in cui una società olandese paga le royalty a una società residente in un paradiso fiscale. La società alla fine può accumulare milioni o miliardi in una società residente alle Bermuda e non vengono tassati”.

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