Guarita dal coronavirus a cent’anni. Un vero e proprio record quello di Concetta Lenzi, che aveva festeggiato i cent’anni nel reparto di malattie infettive del Policlinico di Messina. La donna era ospite della casa di cura “Come d’incanto”, dove su 71 ospiti, ben 63 anziani sono rimasti contagiati. Di questi sono stati 23 gli anziani a non farcela. Mentre lei, la più anziana nella casa di riposo, è stata oggi dimessa, finalmente negativa al virus. Una vera e propria festa all’uscita da reparto accolta da chi l’ha assistita in questo mese di ricovero: la donna era stata, infatti, ricoverata lo scorso 22 marzo, aiutata da medici e infermieri a mettersi in contatto con la famiglia per potere avere un po’ d’affetto nei lunghi giorni di isolamento.

Ma non solo: “Voleva il telefonino sotto controllo, chiedeva che fosse ben carico per chiamare il figlio”, raccontano dal Policlinico. La signora Concettina, sempre aiutata dal personale del Policlinico, aveva festeggiato i cent’anni in videoconferenza col figlio Eugenio Ceratti, direttore dell’ospedale di Patti, e i nipoti, lo scorso 28 marzo. Oggi ha rivisto il figlio all’uscita dell’ospedale mentre una delegazione del Policlinico festeggiava la sua guarigione. Adesso sarà trasferita in una clinica privata a Messina, ma non per ragioni di salute, solo per assicurarle la massima assitenza: ”Il reparto l’aveva praticamente adottata”, racconta Giuseppe Nunnari, primario del reparto di Malattia infettive. Ed è una buona notizia per tutti: “Dal Covid-19 si può guarire anche a cento anni – sottolinea Nunnari -. a signora Concetta ne è una dimostrazione, anche se non è l’unica paziente di una certa età che siamo riusciti a dimettere. Lei è stata particolarmente simpatica con tutti noi”.”Quando è arrivata e abbiamo saputo la sua età – aggiunge il coordinatore del Covid Hospital, Antonio Versace – per noi questo ha rappresentato una sfida nella sfida. Oggi è una giornata bellissima, perché un altro paziente esce dall’ospedale dopo la guarigione e in buone condizioni”.

Una notizia che è un vero e proprio segnale di speranza per tutti, ma anche un punto a favore del servizio sanitario regionale, secondo l’assessore, Ruggero Razza: “Buon rientro a casa! Avere la fortuna di vita di spegnere cento candeline e farlo anche guarendo da una malattia che ha falciato, nel mondo, migliaia di persone fragili è un bel messaggio doppio – ha detto l’assessore alla Salute siciliano – un inno alla vita e ne abbiamo bisogno in un tempo in cui si è vista la morte con gli occhi, ma anche un riconoscimento alla capacità, alla competenza e alla solerzia del personale del Servizio sanitario della Regione, che, pur tra qualche criticità, ha dimostrato la sua enorme generosità e competenza”.

La donna è nata a Capizzi, paese sui Nebrodi dove non mancano i centenari, lo scorso febbraio un’altra donna ha compiuto 102 anni, e per l’anno in corso sono attese altre cento candeline. “Una donna molto vispa, partecipava a tutte le nostre attività con attenzione”, ha raccontato anche la direttrice della Come D’incanto, Donatella Martines. Dopo una vita passata tra la Calabria e Messina, la donna era, infatti, ospite di una casa di riposo diventata uno dei maggiori focolai a Messina.

Lo scorso 22 marzo era dunque stata ricoverata al Policlinico perché risultata positiva al coronavirus. Un mese dopo esatto è ufficialmente guarita: “Abbiamo cercato di mantenere tutte le sue abitudini – racconta un’infermiera – ad esempio dandole il latte caldo la sera, ma anche qualche brioscina. La principale richiesta, però, era quella di tornare a casa, come è naturale a questa età”. Come a tutte.

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