L’avvertimento da parte del capo dello Stato risale a meno di un mese fa: governo e opposizioni, di fronte a un’emergenza sanitaria senza precedenti, collaborino e si prestino all’ascolto reciproco in nome dell’unità nazionale. Ma è bastato che la curva dei contagi iniziasse a calare perché la raccomandazione del Quirinale fosse completamente calpestata. Tanto che oggi, nel giorno della vigilia di Pasqua, è stato lo stesso Matteo Salvini a chiamare Sergio Mattarella: una telefonata, a detta del leghista, fatta in protesta per i presunti insulti del presidente del Consiglio. E durante la quale, il leader del Carroccio si è spinto fino a paragonare quello di Conte a “un regime sudamericano“. Lo strappo definitivo è arrivato ieri sera: Giuseppe Conte, durante il discorso alla nazione, ha voluto fare i nomi di chi, appunto Giorgia Meloni e Matteo Salvini, ha accusato di diffondere informazioni false su una presunta attivazione del Mes dopo l’ultimo incontro dell’Eurogruppo. Un intervento diretto e personale arrivato dopo ore di campagne a mezzo stampa e via social network del centrodestra che accusava il presidente del Consiglio di aver ceduto e acconsentito al ricorso al contestato fondo salva Stati. Una ricostruzione falsa e che è stata smentita dai fatti e dallo stesso Conte.

E mentre si riapriva lo scontro politico del tutti contro tutti, affossando qualsiasi spirito di cooperazione in tempi di emergenza, chi si è subito attivata in soccorso del centrodestra è stata la commissione di Vigilanza Rai. Più precisamente a muoversi autonomamente è stato il presidente forzista Alberto Barachini che in mattinata ha scritto una lettera alle reti perché concedessero il prima possibile il diritto di replica alle opposizioni. Neanche il tempo di inviarla e Giorgia Meloni era intervistata all’edizione delle 13 del Tg1. Contro Barachini e il suo gesto non rispettoso degli “step istituzionali richiesti” si è esposto il suo stesso vice Primo Di Nicola (M5s), che ha ricordato come, prima di muoversi, “la Vigilanza debba consultare tutte le forze politiche”. Una violazione delle procedure molto grave secondo il senatore M5s. “Vorrei ricordare”, ha concluso, “che sinora sul servizio pubblico ai rappresentanti di Lega, Fi e FdI sono stati assicurati tutti gli spazi per illustrare le loro posizioni”.

La telefonata di Salvini a Mattarella – Il leader del Carroccio, come già annunciato ieri in tarda serata, questa mattina ha chiesto un colloquio con il capo dello Stato. E, come riferito dal leghista, c’è stata una telefonata durante la quale Salvini ha protestato per quelli che secondo lui sono stati “insulti” di Mattarella. Nessuno commento è trapelato al momento dal Colle. “Io ho espresso”, ha riferito il senatore, “rammarico e indignazione” per le parole di Conte. Secondo il leghista Conte “ha usato la diretta tv non per informare e rassicurare gli Italiani, ma per insultare le opposizioni (che sono netta maggioranza nel Paese) arrivando perfino a mentire, se non a minacciare”. Salvini si è anche in qualche modo giustificato per la rottura e l’incapacità di collaborare tra le parti, accusando gli avversari politici di essere responsabili delle tensioni degli ultimi giorni. “Come si fa ad avere un dialogo con chi si comporta così?”, ha detto oggi il leghista riferendo della chiamata. “Roba da regime sudamericano. Dal governo ci aspettiamo risposte, non polemiche o insulti”. Giorgia Meloni ha invece affidato la sua difesa a un’intervista al Tg1 nell’edizione delle 13: “Irrituale utilizzare una conferenza istituzionale per attaccare l’opposizione”, ha detto. “Tutti sanno che nel 2012 al governo c’era Monti e io non votai il Mes. La scorrettezza di Conte è qualcosa senza precedenti”. La leader di Fdi racconta però la storia a metà: lei non votò il Mes perché era assente, ma a preparare il fondo salva-Stati fu il governo Berlusconi nel 2011 e quindi quando lei era ministra.

E anche su quanto fatto dal centrodestra dieci anni fa, si è riaperto lo scontro tra M5s e centrodestra facendo naufragare definitivamente ogni tentativo di dialogo. Che la situazione tra le parti fosse pressoché irrecuperabile era stato chiaro anche lo stesso giovedì scorso quando Fi-Fdi-Lega hanno votato compatti contro il decreto Cura Italia in Senato, nonostante il testo fosse stato condiviso e in parte emendamento insieme alle opposizioni. “Sono sleali”, li aveva allora accusati la vicepresidente M5s del Senato Paola Taverna. “Anche in questo momento pensano al consenso”.

Lo scontro in Vigilanza Rai: il presidente Fi scrive alle reti. Il vice: “Rispetti gli step istituzionali” – Intanto lo scontro tra governo e opposizioni si è subito spostato nella commissione di Vigilanza Rai. E mentre il centrodestra invocava una presa di posizione, il presidente Alberto Barachini (Forza Italia) si è mosso autonomamente inviando una lettera alle reti perché garantissero “un proporzionato diritto di replica” e convocando solo per martedì prossimo una riunione in videoconferenza dell’ufficio di presidenza della commissione. Neanche il tempo di far arrivare la missiva che, all’edizione delle 13 del Tg1, Giorgia Meloni veniva intervistata per rispondere al premier Conte. Contro l’iniziativa autonoma di Barachini però si è mosso il vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai Primo Di Nicola (M5s): “Vorrei solo ricordare a Barachini che come presidente della Vigilanza non dovrebbe inviare lettere alla Rai accogliendo le richieste di una parte della commissione, nel caso specifico dell’opposizione, senza sentire le opinioni di tutte le altre forze politiche rappresentate, tanto più se nella stessa lettera il presidente arriva ad indicare all’azienda le condizioni perentorie per un diritto di replica alle dichiarazioni del presidente del Consiglio”.

Di Nicola ha anche ricordato che in questi mesi sono state tante le segnalazioni in senso opposto, ovvero di un eccessivo spazio concesso alle opposizioni. “Vorrei ricordare che sinora sul servizio pubblico”, ha detto ancora Di Nicola, “ai rappresentanti di Lega, Fi e FdI sono stati assicurati tutti gli spazi per illustrare le loro posizioni. Vorrei ricordare al presidente Barachini che il suo ruolo di presidente richiede il rispetto di step istituzionali che non dovrebbero mai mancare”.

Poco dopo, con una nota, sono intervenuti anche i rappresentanti M5s in commissione di Vigilanza Rai che hanno difeso la scelta di Conte: “L’Italia sta vivendo un momento difficilissimo e guidare il Paese in questo momento non è semplice”, si legge. “Soprattutto se le opposizioni continuano a spargere panico e disinformazione nei cittadini. L’ultimo episodio lo abbiamo avuto con il Mes. Abbiamo ascoltate le ennesime fake news di Giorgia Meloni e Matteo Salvini che hanno annunciato un accordo che non c’è mai stato. Il presidente del Consiglio, ieri sera, ha ribadito la verità perché in questo momento non si può per nessuna ragione lasciare spazio a falsità, vista la delicatezza delle trattative in corso a Bruxelles”.

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