“I sacrifici stanno producendo i risultati sperati e non possiamo fermarci proprio adesso“. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel giorno della vigilia di Pasqua, ha deciso di rivolgere agli italiani un nuovo video-messaggio. Pochi minuti registrati, durante i quali ha parlato delle difficoltà di affrontare in “solitudine” (lui come tutti) i giorni di festa e anche del dolore per i tanti lutti che stanno affliggendo le nostre comunità. Ma pur riconoscendo le angosce del momento, le sue parole sono state soprattutto rivolte al futuro: ha ricordato che la strada intrapresa è quella corretta e ha ribadito la necessità che con “rigore” siano rispettate le misure di comportamento decise dal governo. Perché proprio ora si intravede la “concreta possibilità di superare questa emergenza”. Stiamo, ha dichiarato Mattarella, “per vincere la lotta contro il virus o, quanto meno, quella per ridurne al massimo la pericolosità. In attesa di farmaci specifici e di un vaccino che lo sconfigga del tutto”. E proprio quei sacrifici che gli italiani stanno affrontando da oltre un mese, permetteranno al Paese di pensare lentamente alla ripartenza. “Non appena possibile, sulla base di valutazioni scientifiche e secondo le indicazioni che verranno stabilite, si potrà avviare una graduale, progressiva ripresa, con l’obiettivo finale di una ritrovata normalità”.

Nei tre minuti di intervento, Mattarella ha parlato solo agli italiani: nessun riferimento alla politica, nessun accenno alle tensioni tra maggioranza e opposizione delle ultime ore. Se in tanti si aspettavano una reazione alla polemiche del centrodestra, il presidente della Repubblica ha scelto volutamente di rivolgersi solo agli italiani e di rendere omaggio a tutti gli sforzi che stanno facendo per il bene della comunità. “Il giorno di Pasqua“, è stato l’esordio di Mattarella, “è la ricorrenza di maggior significato per la Cristianità e una festa tradizionale importante per tutti”. E quest’anno, dovremo tutti fare i conti con i tanti lutti che stanno colpendo l’Italia: “Vivremo la Pasqua in condizioni molto diverse dal consueto. Penseremo ai numerosi nostri concittadini morti per l’epidemia. Tante storie spezzate, affetti strappati, spesso all’improvviso. Per i loro familiari e per le comunità di cui erano parte il vuoto che essi hanno lasciato renderà questa giornata particolarmente triste”. Poi il presidente ha ricordato i sanitari impegnati in prima linea e i loro pazienti: “Questo giorno sarà vissuto diversamente anche dai tanti malati e dai molti medici e infermieri cui si affidano; e che si adoperano per la loro guarigione con generosità, mettendo a rischio se stessi”. La Pasqua, quest’anno, sarà “diversa per tutti”.

L’ultimo video-messaggio risaliva al 27 marzo scorso: anche in quell’occasione il capo dello Stato aveva chiesto agli italiani di resistere e continuare negli sforzi dell’isolamento. Disse: “Comprendo i timori per il futuro”. Ma la sua umanità era emersa soprattutto da un fuorionda diffuso per errore durante il quale parlava delle difficoltà di andare dal barbiere. Poche parole, apprezzate proprio per l’empatia con i concittadini. E proprio quell’umanità è trapelata anche oggi, nel momento in cui Mattarella ha riconosciuto le difficoltà di vivere in solitudine una delle feste più importanti per gli italiani. “In molte lettere che ho ricevuto vengono narrate le storie di forzata solitudine che tanti stanno vivendo anche in questi giorni abitualmente di festa condivisa. Comprendo bene il senso di privazione che questo produce. So che molti italiani trascorreranno il giorno di Pasqua in solitudine. Sarà così anche per me”.

Malgrado le sofferenze e i sacrifici, nonostante il senso di privazione degli affetti, Mattarella ha cercato di dare un messaggio positivo e che guarda al futuro: “Coltiviamo speranza e fiducia” di poter sconfiggere il coronavirus e “nella condivisione che tutti avvertiamo, in questo periodo, per la nostra sorte comune, desidero esprimere a tutti voi la mia più grande vicinanza. Evitiamo il contagio del virus e accettiamo piuttosto il contagio della solidarietà tra di noi“.

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