“Secondo quelle che sono le informazioni in nostro possesso, il gruppo criminale che tiene in ostaggio padre Maccalli e Nicola Chiacchio è lo stesso che nel dicembre del 2018 aveva rapito l’altro italiano, Luca Tacchetto, e la sua amica canadese. Si tratta del Groupe de Soutien à l’Islam et aux Musulmans (Gruppo di sostegno all’Islam e ai Musulmani), un’organizzazione militare e terrorista jihadista che si è formata in Mali il 1° marzo del 2017”. Ibrahim Manzo Diallo è il direttore del sito di informazione giornalistica Aïr Info Agadez, tra i primi a diffondere lunedì scorso il video in cui padre Pier Luigi Maccalli e un altro nostro connazionale, Nicola Chiacchio, ‘dimostravano’ di essere ancora vivi dopo diciannove mesi di prigionia.

Il video, 24 secondi in tutto, è stato registrato il 24 marzo scorso, stando almeno alle parole ripetute dai due ostaggi: “Sono Pier Luigi Maccalli, di nazionalità italiana, oggi è il 24 marzo 2020”, stessa formula in francese ripetuta da Chiacchio. Sull’autenticità della prova, in considerazione dei tempi e delle modalità di diffusione, sembra che non ci siano dubbi. I due italiani – in particolare il missionario originario di Crema – nonostante un silenzio tombale durato pressoché dal settembre 2018, sembrano godere di buona salute, stando almeno alle immagini. Manzo Diallo aggiunge un dettaglio, a conferma del collegamento tra questo rapimento e quello di Tacchetto: “Sempre secondo le informazioni in nostro possesso, informazioni assolutamente affidabili – aggiunge il direttore della testata giornalistica di Agadez -, posso confermare altri dettagli sul rilascio di Luca Tacchetto e Edith Blais, rapiti in Burkina Faso nel dicembre sempre del 2018. Secondo la nostra fonte i due giovani sono stati rilasciati (il 14 marzo scorso, ndr) per motivi di umanità e nessun riscatto sarebbe stato versato ai rapitori. Posso assicurare che per la liberazione di padre Maccalli e Nicola Chiacchio sono stati attivati un’ampia serie di canali. La diffusione e la pubblicazione del video, con la conferma delle loro buone condizioni sono un segnale molto importante, potrebbero preludere a un imminente rilascio”.

Il gruppo salafita in questione è nato dalla fusione di altre cellule, la maggior parte delle quali già legate ad al-Qaeda nel Maghreb Islamico. Se di padre Pier Luigi Maccalli e del suo rapimento le notizie sono state ampiamente diffuse, meno si sa del suo compagno di sventura, Nicola Chiacchio. Anche su questo, Manzo Diallo aggiunge delle notizie: “Da informazioni che abbiamo assunto da colleghi esperti di Sahel e di terrorismo, il rapimento di Chiacchio è stato tenuto nascosto per motivi di opportunità. Chiacchio, un semplice turista, è stato preso in Mali durante il percorso tra Bamako e Timbuktu, nei pressi di Douentza (non distante dal porto fluviale di Mopti e dal confine col Burkina Faso, ndr), zona infestata di terroristi e dunque molto pericolosa. Lui viaggiava in bicicletta e avrebbe voluto raggiungere la mitica città del deserto, Timbuktu appunto. Le autorità maliane gli avevano impedito il viaggio per motivi di sicurezza, ma lui aveva insistito e alla fine firmato un documento per assumersi la piena responsabilità”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Coronavirus, “Boris Johnson resta in terapia intensiva ma sta migliorando: parla con i medici e fa progressi costanti”

next