Usciremo tutti con le mascherine in un prossimo futuro? “Per il coronavirus certamente le mascherine servono, soprattutto alle persone più esposte, operatori sanitari, convalescenti, anziani e persone con comorbidità. Ma dobbiamo ricordare che l’utilizzo della mascherina non ci rende invincibili“. Dunque nella fase 2 “è possibile un utilizzo più allargato delle mascherine”, ma “non un uso universale 24 ore al giorno“. Lo ha detto Luca Richeldi, direttore dell’Unità di pneumologia al Policlinico Gemelli di Roma e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts), intervenuto oggi in conferenza stampa alla Protezione Civile.
“Su Lancet è stato fatto il punto della situazione, e questo fa vedere che in diversi Paesi non c’è una raccomandazione per l’utilizzo universale delle mascherine, che vuol dire sempre e ovunque: fuori e a casa propria“, ha detto. Ma le tradizioni sono diverse. “Abbiamo sempre visto persone di origine orientale che negli aeroporti indossano la mascherina chirurgica”. Si sta trovando “un uso più razionale per il loro utilizzo. Ma dobbiamo ricordare che l’utilizzo della mascherina non ci rende invincibili”, ha aggiunto Richeldi ricordando l’importanza del distanziamento e dell’igiene delle mani, “misure di sicura efficacia. La mascherina non è una corazza che ci difende da tutto. Per chi non è professionalmente esposto – ammette – può rappresentare un valido strumento di difesa, ma” l’uso “non deve indurre ad abbassare la guardia. Probabilmente le dovremo usare là dove non è possibile il distanziamento sociale

Memoriale Coronavirus

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Coronavirus, a Canonica d’Adda spesa in giorni diversi in base al sesso. Polemica sui social

next
Articolo Successivo

Coronavirus, Gallera: “Dovevamo liberare posti, ma mai imposto alle Rsa pazienti Covid. Chiesto aiuto solo a chi aveva determinate condizioni”

next