Dal 16 aprile tutti i volontari del Servizio Civile Universale dovranno tornare attivi. Ad annunciarlo il ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili Vincenzo Spadafora, sottolineando che “saranno linfa vitale per la nostra ripresa, la nostra leva per risollevare il Paese”. Sono oltre 30mila i ragazzi sotto i 28 anni che ritorneranno “in servizio”, dopo lo stop previsto per l’emergenza coronavirus.

Lo scorso 10 marzo, infatti, il dipartimento delle Politiche giovanili, aveva sospeso tutti i progetti attivi sull’intero territorio nazionale fino al 3 aprile, considerando i giorni persi come “giorni di permesso straordinario per cause di forza maggiore”, lasciando però la possibilità per enti e volontari stessi di proseguire il progetto “se funzionale alla situazione di emergenza in corso”. In tutto erano stati oltre 3mila i volontari che avevano scelto di proseguire, mentre 30mila si erano fermati.

La nuova circolare, quindi, diffusa il 4 aprile, prevede il rientro in servizio dei giovani ora fermi, e la partenza di tutti i nuovi progetti finora bloccati. Il documento disciplina anche le modalità di attuazione, considerando anche la possibilità di svolgere il servizio da remoto, e obbliga gli enti che ospitano il progetto a garantire le adeguate misure di sicurezza, come l’utilizzo di dispositivi di protezione o il distanziamento sociale. Entro il 15 aprile gli enti dovranno comunicare al Dipartimento le modalità scelte per attuare la circolare. Fino ad allora, invece, continuerà ad essere garantito il permesso straordinario agli operatori volontari che non potranno (o non vorranno) ancora prestare servizio attivo a causa o della sospensione dei progetti.

“Ho ricevuto i messaggi di centinaia di giovani che avevano voglia di continuare la loro esperienza, voglia di mettersi al servizio della propria comunità – ha commentato il ministro Spadafora – Potranno farlo impegnandosi in diverse attività anche al servizio delle amministrazioni comunali che ne avranno bisogno. Si occuperanno di dare informazioni, gestire donazioni e comunicazioni, cureranno il welfare sociale attraverso l’assistenza domiciliare ai più fragili. Saranno linfa vitale per la nostra ripresa, la nostra leva per risollevare il Paese. Grazie ragazze e ragazzi, siete il nostro orgoglio!”.

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