Il coronavirus spacca il governo brasiliano. C’è un fronte anti-Bolsonaro all’interno dell’esecutivo carioca, che intende limitare l’esplicita opposizione del presidente alle misure di isolamento sociale per combattere l’epidemia. A schierarsi contro Bolsonaro anche Sergio Moro, l’ex magistrato simbolo dell’inchiesta Lava Jato, la Mani Pulite brasiliana, ora ministro della Giustizia. Moro ha costituito un fronte comune con il suo collega dell’Economia, Paulo Guedes, per appoggiare il ministro della Sanità, Luiz Henrique Mandetta, entrato in rotta di collisione col presidente.

Il fronte anti presidente – Lo scrive oggi il quotidiano Folha de Sao Paulo, citando fonti ufficiali secondo le quali il “blocco antagonistico” creato da Moro e Guedes all’interno del governo aumenta l’isolamento politico di Bolsonaro, le cui posizioni sono già state criticate dai vertici degli altri poteri dello Stato: tanto i presidenti delle due Camere, come il presidente e vari membri del Supremo Tribunale Federale (Stf) si sono detti chiaramente a favore dell’isolamento sociale. Secondo il quotidiano, “la valutazione fatta da Moro e i suoi alleati è che riguardo all’emergenza coronavirus il presidente è fuori controllo, e si lascia guidare da sentimenti di rabbia contro i suoi presunti nemici”.

“In Italia suicidi per il sensazionalismo dei media” – A dare ragione a Moro e agli altri ministri ribelli è implicitamente lo stesso presidente, o meglio, alcune sue dichiarazioni completamente destituite di fondamento. L’ultima sul suo profilo Instagram dove Bolsonaro ha ripreso la notizia di blog di estrema destra secondo cui in Italia vi sarebbe “un’epidemia di suicidi e depressione a causa del sensazionalismo dell’informazione” sull’emergenza. Bolsonaro, infatti, ha sempre minimizzato la pandemia, accusando la stampa di enfatizzarne gli effetti. Il blog brasiliano cita a sua volta un articolo pubblicato dalla rivista online del cattolicesimo tradizionalista ‘La Nuova Bussola Quotidiana, intitolato ‘Suicidi da coronavirus. Ecco dove porta seminare il panico.

I social cancellano il video con la passeggiata di Bolsonaro – Intanto sempre sui social network, sia Twitter che Facebook e Instagram hanno deciso di cancellare un video caricato sulle sue pagine domenica scorsa dallo stesso Bolsonaro, con immagini della “passeggiata” che si è concesso a Brasilia, durante la quale ha salutato i suoi simpatizzanti e si è dichiarato contrario alle norme di isolamento sociale. Secondo un portavoce della Facebook citato da G1, il sito news della rete Globo, il video è stato cancellato perché i due social ritengono che violi “le regole della nostra comunità, che non permettono la diffusione di disinformazione che possa causare un danno reale alle persone”.

Il presidente minimizza il virus – “Non ero mica a passeggio, ero andato a vedere il mio popolo”, si è giustificato, sostenenedo che “se la disoccupazione continua a evolversi come sta facendo adesso, causerà più morti che l’epidemia. Solo per altri motivi, come la depressione e il suicidio”. Il presidente è tornato anche a minimizzare l’impatto del coronavirus sulla popolazione: “Se uno ha meno di 40 anni, solo nello zero virgola qualcosa per cento dei casi la malattia causa la morte”, ha detto. Quella passeggiata, però, rischia di costare cara al presidente. Un magistrato del Supremo Tribunale Federale brasiliano ha ordinato alla Procura Generale della Repubblica di valutare la denuncia presentata da un deputato dell’opposizione contro il presidente Jair Bolsonaro, accusandolo di “comportamento irresponsabile” per le sue dichiarazioni riguardo all’epidemia di coronavirus.

Quella passeggiata può provocare l’impeachment – Nel sistema brasiliano, qualsiasi denuncia contro il presidente in funzioni deve essere formalizzata all’alta corte che la sottopone al tribunale federale. Bolonardo rischia un procedimento di impeachment contro di lui in Parlamento. Il giudice Marco Aurelio Mello ha chiesto alla procura di analizzare la denuncia contro Bolsonaro presentata da Reginaldo Lopes, del Partito dei Lavoratori, secondo cui il presidente ha violato un articolo del Codice Penale brasiliano, nel quale si definiscono illegali le azioni che possono compromettere “le determinazioni del potere pubblico volte ad impedire l’introduzione o la diffusione di una malattia contagiosa”. Nella sua denuncia, il deputato cita varie manifestazioni pubbliche di Bolsonaro nelle quali si è opposto alle misure di isolamento sociale raccomandate dall’Oms per la lotta contro il coronavirus, sottolineando che è necessario garantire che “il comportamento irresponsabile, tenebroso e criminale della massima autorità pubblica nazionale non continui a porre a rischio la salute di tutti i cittadini brasiliani con le sue dichiarazioni”.

Lula: “Epicentro della crisi è Bolsonaro” – Sul comportamente del presidente si è espresso anche il suo predecessore, e nemico politico, Luiz Inacio Lula da Silva: “Oltre alla pandemia, in Brasile adesso abbiamo un problema grave, che è il comportamento di Bolsonaro: è lui l’epicentro della nostra crisi“, ha detto l’ex preisdente in un’intervista telefonica dalla casa che ha affittato a San Bernardo dos Campos, nella periferia di San Paolo, dove è in isolamento volontario da 21 giorni. “Questo uomo non rispetta la scienza, i ricercatori, non rispetta nulla. Per lui, l’orientamento scientifico per combattere l’epidemia non ha nessun valore”, ha continuato Lula, secondo il quale Bolsonaro “dovrebbe dialogare con i governatori e i sindaci, con i partiti in Parlamento, ma non ascolta nessuno, tranne i suoi figli e quella sorta di guru che ha in Virginia”, in allusione ad Olavo de Carvalho, il filosofo conservatore brasiliano che vive negli Usa.

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