Secondo Beppe Grillo, per superare la crisi sanitaria ed economica dovuta al coronavirus, è arrivato il momento di “stravolgere lo status quo” e promuovere il reddito di base universale. E le risorse per farlo, sostiene il garante del Movimento 5 stelle, vanno trovate dalle tasse sui grandi patrimoni. Intanto, se il governo non si è ancora spinto fino a pensare una misura simile, la maggioranza composta da Pd, M5s e Leu è sempre più concorde nel dire che serve un “reddito di emergenza” o “reddito di quarantena” che possa aiutare le famiglie in difficoltà in queste settimane: quindi sì all’estensione del reddito di cittadinanza, come anticipato sabato dal ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, e a nuovi strumenti di aiuto. L’unico che, come ormai d’abitudine, si mette contro il suo stesso governo, è Matteo Renzi che dice invece di andare nella direzione opposta. E lo fa associandosi alle parole di Forza Italia. “Pensare al mercato”, è il concetto.

Intanto l’allarme arriva dai sindaci che, anche dopo l’annuncio degli aiuti per le persone più in difficoltà fatto da Giuseppe Conte sabato scorso, chiedono un intervento strutturale: “Il reddito di cittadinanza”, ha detto il presidente dell’Anci Antonio Decaro, “ha permesso a tante famiglie di stare in piedi”. E ha concluso: “I 400 milioni di euro stanziati dal governo “non risolvono i problemi dei Comuni italiani, ma sono importanti. È un fondo di resistenza, ci aiuterà per andare avanti per due o tre settimane”.

Il reddito di base universale proposto da Grillo – L’idea lanciata da Beppe Grillo non è una novità, ma piuttosto uno dei suoi cavalli di battaglia di sempre. Il reddito di base universale, proposto dal garante M5s, funziona per diritto di nascita ed è destinato a tutti, dai più poveri ai più ricchi. “La via d’uscita da questa crisi”, ha scritto sul suo blog rompendo il silenzio delle ultime settimane, “non può essere come quella del 2008, quando si è preferito salvare le banche a discapito del popolo. E’ arrivato il momento di mettere l’uomo al centro e non più il mercato del lavoro“. Quindi appunto stravolgere “il nostro status quo”, perché “se non ora, quando?”. E precisa: “C’è già chi nel mondo si sta attivando”. E cita alcuni esempi da Alexandra Ocasio-Cortez negli Usa al Regno Unito fino a India e Nuova Zelanda.

Come finanziare una misura così significativa senza sconquassare le casse dello Stato? “Le fonti principali di finanziamento – risponde Grillo – potrebbero essere varie. Si può andare dalla tassazione delle grandi fortune, dei grandi colossi digitali e tecnologici (Mark Zuckerberg, Bill Gates e Elon Musk sono sempre stati a favore del reddito universale), magari quelle a più alto tasso di automazione; o rivedere le imposte sui redditi da capitale e sulla proprietà intellettuale. Oppure le cosiddette “ecotasse“, come il Climate Incame, reddito dal clima, con una tassa sui combustibili fossili come carbone, petrolio e gas; o come avviene in Alaska dal 1982 con l’Alaska Permanent Fund: un dividendo del rendimento economico di un capitale pubblico, che attinge dalle compagnie fossili. Ogni anno, una parte delle entrate derivanti dal petrolio statale è messa in un fondo. Il governo piuttosto che spendere quel denaro, lo restituisce ai cittadini residenti, bambini compresi, attraverso un dividendo annuale“. Secondo Grillo, “le soluzioni ci sono, sta a noi la scelta di sederci intorno ad un tavolo per riconvertire la qualità della nostra vita e creare un sistema che formi persone, non lavoratori”. E conclude il fondatore del Movimento 5 stelle, l’emergenza che stiamo vivendo ci mettere di fronte alla possibilità di una svolta epocale: “La prima guerra mondiale portò milioni di donne nelle fabbriche e diede il via all’emancipazione delle donne, il Piano Marshall rilanciò l’economia e il benessere del Dopoguerra. L’emergenza che stiamo vivendo potrebbe favorire una svolta epocale, rivoluzionaria, che da molti superficialmente è stata sempre considerata folle, e che potrebbe cambiare in meglio il nostro futuro”.

Di Maio: “Al lavoro per reddito d’emergenza”. Pd: “Sostegno che sia il più universalistico possibile”. Leu: “Dare a tutti il più possibile”
Intanto nella maggioranza sono tante le voci che si stanno schierando per chiedere un maggiore aiuto per le famiglie in difficoltà. “I sindaci vanno sempre ascoltati se hanno bisogno di maggiori aiuti glieli daremo”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Stiamo lavorando a un reddito di emergenza”, ha quindi annunciato intervistato su Rai1. “Grazie al reddito di cittadinanza 2,5 milioni di persone possono dare da mangiare ai loro figli e ai loro cari”. Non si tratta, ha aggiunto di “assistenzialismo” ma di misure che servono a disinnescare una potenziale “bomba sociale”.

D’accordo sul punto anche il viceministro dell’Economia Pd Antonio Misiani: “In una condizione di emergenza nazionale”, ha detto a Radio Capital durante la trasmissione Circo Massimo, “in cui c’è un’epidemia e chiediamo alle famiglie di rimanere a casa, dobbiamo prevedere un sostegno il più universalistico possibile. Dobbiamo dare sicurezza e sostegno a tutti gli italiani che ne hanno bisogno”. Quindi ha spiegato: “Il reddito di emergenza ha l’obiettivo di costruire una rete di sostegno universalistica in relazione alle situazioni di bisogno, per chi non ha niente. Stanzieremo tutto quello che è necessario. 600 euro? Vedremo”.

Una linea condivisa anche dalla componente più a sinistra della maggioranza. Secondo il senatore di Leu Pietro Grasso, “bisogna creare una sorta di reddito universale nei prossimi mesi, con minori limiti e minori complicazioni, dando la possibilità di sopravvivere a chi ha quest’urgenza, così come parlare di una fiscalità più collettiva. Se è vero che il virus non conosce censo, è vero fino a un certo punto, perché poi alla fine non si può scegliere tra morire di Coronavirus e morire di fame quindi bisogna dare a tutti il più possibile. Il governo per ora si è mosso con prudenza, ma anche con coraggio e fermezza”.

I contrari: Matteo Renzi e Forza Italia
Contro il garante M5s si è invece espresso Matteo Renzi, anche lui nella stessa maggioranza che sostiene il governo Conte. “Il disegno di Beppe Grillo è chiaro: decrescita felice e reddito di cittadinanza. Il senso delle mie interviste di questi giorni è l’opposto: servono crescita e lavoro. Ecco perché bisogna pensare subito a come riaprire ad aprile. Adesso ci stiamo giocando il futuro. Adesso!”. D’accordo con Renzi è Forza Italia. “Nel momento meno appropriato, Beppe Grillo decide di interrompere il silenzio e di entrare nel dibattito politico rilanciando una delle sue proposte deliranti: il ‘reddito universale'”, ha detto la deputata azzurra Annagrazia Calabria. “Il Coronavirus è un cataclisma sociale ed economico, non il laboratorio per costruire la società antimeritocratica sognata dal M5s. In questo momento c’è bisogno di serietà e responsabilità per far sì che la nostra economia riesca a reggere l’urto fortissimo a cui è sottoposta e che i cittadini possano conservare i propri posti di lavoro. Ne abbiamo abbastanza delle boutade e delle sperimentazioni a 5 Stelle”.

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