L’ex pg della Cassazione Riccardo Fuzio e Luca Palamara facevano il conto dei voti in Csm per eleggere il nuovo procuratore di Roma. È una delle intercettazioni effettuate con il trojan installato sul cellulare del pm, al centro dell’inchiesta nomine che ha terremotato il Csm la scorsa primavera. L’indagine ha documentato gli incontri notturni tra Palamara, cinque ormai ex consiglieri del Csm e politici come Luca Lotti, che a un certo punto dice: “Si vira su Viola“. Cioè quello che a sua insaputa era il candidato di Palamara alla procura capitolina. L’indagine ha coinvolto anche Fuzio, accusato di rivelazione di segreto d’ufficio per aver parlato con Palamara dell’indagine aperta a suo carico dalla procura di Perugia.

Nell’audio risalente al 21 maggio 2019, molto disturbato, si sente Palamara discutere con un certo Riccardo, che per gli inquirenti è senza dubbio Fuzio, all’epoca pg della Cassazione poi andato in pensione dopo essere coinvolto nell’inchiesta : “Cinque e quattro nove”, dicono riferendosi ai voti in Csm. Palamara risponde: “Vanno 5 di Unicost…quattro i Ara…e sono nove, Cerabona dieci…bisogna vedè che cosa fa Ermini…Si astiene giusto?”. “Anche se votano Creazzo – continua Riccardo – pure quattro noi, cinque e quattro nove…Mi, Area e…e i tre grillini votano Viola, si va in plenum e a quel punto non esce…Oppure devono entrare…devono rimanere in tre per fare il ballottaggio“. Un altro passaggio dell’intercettazione, invece, Palamara parla dell’indagine ai suoi danni: “Cioè io non so nemmeno quanto è l’importo di cui parliamo”. Riccardo risponde: “Si…ci stanno le cose con Adele”, riferendosi a un’ amica di Palamara a cui, secondo le accuse, l’imprenditore Fabrizio Centofanti compra un gioiello. “Cioè…almeno tu…ma le cose con Adele…”. “E il viaggio a Dubai…”. “Viaggio a Dubai…Quant’è? Ma quanto cazzo è se io…allora…”. “E di Adele…cioè in teoria…va bè me lo carico pure io…quanto..quant’è, a quanto ammonta?”. “Eh…sarà duemila euro”.

Montaggio di Gisella Ruccia

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